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Marina, opposizione divisa

CIVITAVECCHIA – Ancora polemiche sullo stop ai lavori di riqualificazione della Marina. Il Partito democratico parla di forzature normative, dicendosi disponibile al confronto con l’amministrazione per discutere del futuro della nuova opera «per migliorarne la realizzazione – si legge in una nota – e rendere questo spazio un punto di aggregazione vero che favorisca la socializzazione e la fruibilità popolare». Il segretario Patrizio De Felici tuttavia critica l’assessore Nunzi, chiedendosi «quali ditte di Civitavecchia e quanti civitavecchiesi lavorano nel cantiere» e domandando chiarimenti sugli arredi. Gli fa eco Marietta Tidei: «Come fa Nunzi a meravigliarsi del fuoco incrociato sul blocco dei lavori? – si domanda il consigliere del Pd – sono mesi che l’opposizione sostiene che l’iter seguito dall’amministrazione è irregolare, la verità è che la filosofia delle sanatorie e dell’ ‘‘intanto andiamo avanti poi si vedrà’’ non regge più. Dalla maggioranza Pasquale Marino è convinto che il progetto di recupero del Water Front non vada interrotto ma recuperato nel suo complesso, mentre il Polo Civico fa una riflessione politica: «Non si può continuare ad impostare il rapporto tra i parti all’insegna dello scontro, delle invettive e delle manifestazioni di odio e nei riguardi di chi nutre convinzioni politiche diverse dalle nostre». Sulla posizione di apertura da parte di Mauro Guerrini (Pd), Valentina Di Gennaro parla di «un’altra folgorazione sulla via di Damasco». Il segretario del Prc fa notare che il medico avrebbe cambiato posizione: «Stamattina leggiamo che il dottor Guerrini affiancherà Gianfranco Iacomelli nella delega per la donazione della Rmn al San Paolo. Che le due cose siano collegate?». I Giovani Democratici difendono Guerrini: «La Marina – fanno sapere – è patrimonio condiviso e non un’opera di questa amministrazione .Facciamo nostro questo concetto espresso dal consigliere del Pd Mauro Guerrini, concordando anche sulla necessità di un coinvolgimento costruttivo da parte della maggioranza, arrogante, che vede le regole soltanto come un ostacolo e non come uno strumento per un’equilibrata e corretta crescita collettiva».

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