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Migliaia di persone per “Infiorata 2010-La lunga Notte dei Fiori”

TARQUINIA – Grande successo per “Infiorata 2010 – La lunga Notte dei Fiori”, la manifestazione organizzata dal Comune di Tarquinia e dall’Università Agraria per festeggiare il “Corpus Domini”. Migliaia le persone che hanno affollato le vie e le piazze del centro storico per ammirare gli splendidi tappeti floreali creati nella notte tra il 5 e il 6 giugno dalle abili mani degli infioratori. Garofani, rose, crisantemine, glicini, foglie di alloro e riso sono stati utilizzate per rappresentare i principali simboli della devozione cristiana e rendere omaggio al vescovo monsignor Carlo Chenis, recentemente scomparso. Dalla chiesa di San Francesco, dopo la messa del “Corpus Domini”, ha avuto inizio la processione che si è snodata lungo via Porta Tarquinia, piazza Giacomo Matteotti, Corso Vittorio Emanuele II, via Giuseppe Mazzini per giungere al Duomo, dove si sono concluse le celebrazioni a cui hanno partecipato le massime autorità cittadine. Avvolto ancora nel riserbo il nome il vincitore per il tappeto floreale più bello, che sarà svelato tra pochi giorni. Aspirano a ricevere il premio, un’opera realizzata dallo scultore Giovanni Calandrini, le parrocchie San Francesco, Santa Lucia, l’Olivo, San Giovanni e Stella del Mare, il Consiglio Comunale dei Giovani, l’Università Agraria, la Croce Rossa, il gruppo “Gli Spontanei”, le associazioni I Cavalieri della Civita, Terre della Farnesiana, i Fratelli del Cristo Risorto e Aquilone, gli Scout e la cooperativa Alice. Viva soddisfazione viene espressa dal sindaco Mauro Mazzola, dall’assessore al Turismo Sandro Celli e dal presidente dell’Università Agraria Alessandro Antonelli. «Abbiamo dato nuova linfa all’Infiorata. – afferma il primo cittadino – Un evento che ha coinvolto tutta la cittadinanza facendo trascorrere un fine settimana di festa. Ringrazio tutti coloro che hanno collaborato per realizzare la manifestazione». L’assessore Sandro Celli evidenzia come «intorno all’Infiorata, ci sia stato un grande lavoro preparatorio che conserva le caratteristiche d’un tempo: dalla pulitura dei fiori alla composizione del disegno, fino alla posa dei petali prolungatesi fino a tarda notte». Per il presidente Alessandro Antonelli «la grande partecipazione della gente dimostra che la comunità tarquiniese è vitale e ha voglia di vivere la propria città riscoprendo le antiche tradizioni».

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