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Monsignor Chenis, "un uomo di Dio architetto del Sacro

La diocesi di Civitavecchia-Tarquinia piange il proprio Pastore. Durante questo triennio di episcopato il vescovo Chenis ha portato in questa città e nel territorio una nuova stagione dello Spirito. A soli 56 anni è tornato alla casa del Padre.

La diocesi di Civitavecchia-Tarquinia piange il proprio Pastore. Durante questo triennio di episcopato il vescovo Chenis ha portato in questa città e nel territorio una nuova stagione dello Spirito. A soli 56 anni è tornato alla casa del Padre.

CIVITAVECCHIA – Carlo Chenis, nacque a Torino il 20 aprile del 1954. Dopo aver compiuto gli studi in filosofia e teologia presso l’Università Pontificia Salesiana conseguì la laurea in Materie Letterarie con specializzazione in scienze artistiche presso l’Università degli Studi di Torino nel 1989. Nel 1984 iniziò ad insegnare come docente di Filosofia teoretica presso l’Università Pontificia Salesiana, dove fu responsabile dei corsi di logica formale, filosofia della conoscenza, filosofia del linguaggio ed estetica. Oltre alla docenza in seno all’Università Pontificia ricoprì numerosi incarichi nel settore amministrativo accademico (Segretario di Facoltà, Economo di facoltà, Membro del Consiglio di Amministrazione dell’Università, Membro del Senato…). Dal 1986 al 1998 fu coordinatore del Segretariato Relazioni Studenti, Cappellano e Cerimoniere dell’Università. In seno alla comunità religiosa della Visitatoria UPS ricoprì l’incarico di animatore liturgico della comunità dei docenti Gesù Maestro e ne è fù Vicario dal 1989 al 1995. Nel maggio del 1995 fu nominato membro della Commissione Artistico- Culturale del Grande Giubileo dell’Anno 2000 e nel 1997 suo coordinatore. Nel mese di luglio del 1995 gli venne conferito uno tra gli incarichi più prestigiosi. Il Santo Padre Giovanni Paolo II lo volle quale Segretario della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa e nel settembre del 1995 Membro della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra. Fu nominato Vicepresidente della Fondazione per i Beni e le Attività Artistiche della Chiesa e Segretario coordinatore della Fondazione Arnea. Questi impegni presso la santa Sede lo inserirono in un diverso settore di attività con la partecipazione a varie commissioni e incontri in Vaticano,nel Vicariato di Roma, presso Istituzioni dello Stato Italiano ed Enti privati per quanto attiene la valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici. Ha in attivo varie pubblicazioni (oltre 500 titoli), sia nel settore suo specifico dei beni culturali, sia in quello della filosofia teoretica, sia nell’ambito degli scritti spirituali di indole divulgativa. Fu relatore e moderatore in diversi convegni, e fu curatore di varie mostre importanti, oltre che artefice di progetti sperimentali. Come docente si occupò di master sui beni culturali organizzati da vari centri accademici e culturali italiani. Fu collaboratore di riviste specializzate di arte sacra e di architettura e divenne membro di Comitati nazionali per celebrazioni legate al settore dell’arte sia come giurato per committenze di opere d’arte che come ospite in premi artistici di vario genere. Per quanto concerne la professione di architetto, fu consulente di progetti di costruzione di nuove chiese e di adeguamento liturgico di complessi esistenti. In particolare, nel 1994 seguì le iniziative della Fondazione Stauròs di arte sacra contemporanea. Visse una vita religiosa molto intensa e prolifica. Nel 1985 venne scelto come cappellano della Casa Generalizia e del Noviziato delle Suore Mercedarie, per le quale si interessò soprattutto del settore formativo, come i corsi di esercizi spirituali per religiose, religiosi e laici, in particolare giovani. Si impegnò fin dagli anni della sua formazione nell’organizzazione di attività giovanili a Cuorgnè in Piemonte, a Ponte Mammolo a Roma e a Bòrore in Sardegna, comune che gli conferì la cittadinanza onoraria. Svolse inoltre un regolare ministero parrocchiale in santa Emerenziana a Roma e prestò il suo servizio ministeriale in vari centri della Sardegna. Papa Benedetto XVI il 21 dicembre del 2006 lo nominò vescovo della Chiesa di Dio della diocesi Civitavecchia – Tarquinia. La consacrazione episcopale avvenne il 10 febbraio 2007 nella basilica di San Giovanni Bosco a Roma per l’imposizione delle mani del cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone, suo intimo amico che più volte in questi tre anni ha fatto visita in città. Sotto il suo episcopato la diocesi di Civitavecchia-Tarquinia ha vissuto una nuova stagione dello Spirito che ha riacceso la fede soprattutto fra i giovani. Tante le manifestazioni e gli appuntamenti che si sono susseguiti in questi 3 anni: dai concerti per i giovani della “GxG” alle fiaccolate estive con gli artisti di strada, i concorsi e le rassegne presepistiche, il grande cammino diocesano a piedi da Civitavecchia a Tarquinia per celebrare San Francesco d’Assisi, le Buonanotti itineranti in tutte le parrocchie della diocesi, la grande festa per l’arrivo del fereto di Don Bosco, i 6.000 pellegrini che lo scorso 27 settembre per la “Giornata delle Confraternite del Lazio”, le tradizionali processioni di Santa Fermina, Cristo Morto e Corpus Domini. Senza dimenticare i tanti progetti tutt’ora in cantiere, come la realizzazione della chiesa ortodossa a San Gordiano e la nuova parrocchia nel quartiere San Liborio. Sotto la sua ispirata guida,Mons. Giorgio Picu, Vicario Episcopale, ha realizzato il Centro Pastorale per il Porto, con una parrocchia del porto. In uno splendido locale degli antichi magazzini romani (il pozzo di acqua dolce e le strutture interiori sono del 104 dopo Cristo con aggiunte del VII secolo e del 1400-1500) è stata allestita una chiesa, molto simile ad una basilica dove si ritrovavano i primi cristiani. L’inaugurazione e la prima Messa sono state festeggiate nella notte di Natale 2009. Tutti i giorni in questo luogo si celebra la Santa Messa in più lingue e in più riti,per portuali, turisti e pellegrini. Un vero esperimento unico al mondo. Il Vescovo monsignor Chenis lascerà nel cuore dei fedeli e nella storia della città e della diocesi un segno indelebile. Con il suo episcopato ha mostrato ancora una volta al mondo la sua vocazione di “architetto del Sacro”.

Mat. Mar.

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