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Montalto, approvata all'unanimità la delibera contro il nucleare

Stamane centinaia di persone hanno partecipato al corteo di protesta contro il ritorno dell'energia atomica. Alle 12 si è svolto il consiglio comunale aperto. Soddisfatti i consiglieri del Pdl

Stamane centinaia di persone hanno partecipato al corteo di protesta contro il ritorno dell'energia atomica. Alle 12 si è svolto il consiglio comunale aperto. Soddisfatti i consiglieri del Pdl

MONTALTO DI CASTRO – Grande partecipazione stamattina a Montalto di Castro per la manifestazione “Tutti Uniti Contro il Nucleare” in occasione del 25esimo anniversario del disastro di Chernobyl. La manifestazione di protesta è stata promossa da Radicali Italiani insieme alle associazioni Etruria Radicale, Radicali Maremma e il Comitato Antinucleare Montalto, in collaborazione con l’amministrazione comunale del sindaco Carai e tutte le forze politiche e le associazioni tematiche locali. Il corteo dei cittadini è partito alle 10,30 da piazza Carlo Alberto Dalla Chiesa. Oltre duecento persone hanno poi sfilato per le vie del paese contro la costruzione di nuove centrali nucleari e a difesa del diritto al referendum previsto dall’art 75 della Costituzione, scandendo lo slogan “No al nucleare, vogliamo votare”. In testa al corteo uno striscione con le parole d’ordine: “Referendum, dibattito, democrazia”. Intonati altri slogan come “No al nucleare, si all’energia solare”, “Montalto si è svegliato, Enel si è incazzato”. Alle 12 centinaia di manifestanti si sono recati al palazzo comunale dove si è svolto il consiglio aperto. L’assise cittadina ha approvato all’unanimità una delibera in cui si afferma il “no” all’energia nucleare e ad una centrale atomica a Montalto di Castro. Nello specifico la delibera chiede al Governo di rinunciare al piano nucleare e alla Rai di fare l’informazione sino ad oggi negata. Dopo la delibera, la seduta si è trasformata in un’assemblea pubblica dove sono intervenuti cittadini, politici ed associazioni. Tra gli intervenuti Stefano Sebastiani, presidente del Comitato Antinucleare Montalto; Mario Staderini, segretario nazionale dei Radicali Italiani; Marco Gentili dell’Università Agraria di Tarquinia; Marco Perduca, senatore radicale, Luciano Natali, “montaltese doc”; Marzia Marzoli del Comitato “No Coke” alto Lazio; Lorenzo Parlati, presidente Regionale di Legambiente. Da Montalto, dunque, “no” bipartisan al nucleare e invito per tutti ad andare a votare per il referendum, ancora ufficialmente non annullato, del 12 e 13 giugno prossimi. Grande soddisfazione per il voto unanime è stata espressa anche dai consiglieri comunali di opposizione Fabiola Talenti, Sergio Caci e Vincenzo Liberatore, che hanno fermamente voluto la delibera che ha impegnato il Comune ad opporsi, in maniera definitiva, a qualsiasi ipotesi di realizzare un impianto nucleare nel territorio di Montalto di Castro. “Una delibera – dicono i tre consiglieri – fortemente sostenuta da noi dell’opposizione. Riteniamo che il disastro di Chernobyl 25 anni fa e quello più recente di Fukushima, abbiano ampiamente dimostrato il fallimento dell’ipotesi nucleare. La nostra opposizione alle centrali nucleari ha radici lontane. Da sempre siamo attenti alla difesa del territorio e della salute della popolazione. Ci auguriamo – concludono i tre esponenti di centrodestra – che i cittadini vadano a votare il 12 e 13 giugno per il referendum e sosteniamo con forza le ragioni del Sì per fermare definitivamente il nucleare in Italia”. Il segretario di Radicali Italiani, Mario Staderini, presente al consiglio, insieme al Senatore Marco Perduca, ha dichiarato: “Con il referendum di venticinque anni fa abbiamo evitato che l’Italia si ritrovasse, qui a Montalto, con le stesse centrali di Fukushyma. Oggi che il nucleare non conviene economicamente e non risolve il fabbisogno di energia, il referendum e’ un’occasione storica per imporre una nuova politica energetica basata sulla sicurezza, il risparmio, l’efficienza e le rinnovabili. Per questo, come sempre e’ accaduto nella storia italiana, vogliono disinnescare l’istituto referendario demotivando il voto con leggine azzeccagarbugli e impedendo grazie a Raiset che i cittadini siano informati. Se ci fosse un vero dibattito sul nucleare non si potrebbe evitare di parlare anche delle politiche energetiche italiane e delle oligarchie che le condizionano a loro esclusivo vantaggio. Allo stesso modo, parlare di acqua e di servizi pubblici locali significherebbe aprire il vaso di Pandora del consociativismo municipale e degli imprenditori d’area cui si vuole affidare la cogestione dei miliardi di investimenti pubblici nel settore idrico. E’ la conoscenza quello che davvero temono. Berlusconi si metta l’anima in pace, il referendum si terrà a meno che i giudici della Cassazione non ripetano blitz come quelli con cui la Corte costituzionale non ammise tanti referendum in realtà legittimi”. Grande soddisfazione è stata espressa anche da Legambiente, presente all’affollata assise cittadina: “I referendum del 12 e 13 giugno non sono affatto stati annullati come il Governo vorrebbe far credere, saranno ancora una volta i cittadini a fermare il nucleare col proprio voto, il messaggio bipartisan che viene dal territorio è chiarissimo – ha commentato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio – Chiediamo a tutti i Comuni di adottare provvedimenti contro il nucleare e di inviarli alla Regione, coinvolgendo i cittadini invitandoli a votare ai referendum”. “Quello che viene da Montalto è un grande esempio di democrazia – ha affermato Pieranna Falasca, coordinatrice provinciale di Legambiente Viterbo – L’amministrazione comunale ha votato all’unanimità una delibera senza se e senza ma per fermare il nucleare, coinvolgendo i cittadini e i comitati. La moratoria governativa è soltanto una truffa, Montalto oggi ha detto chiaramente che non ci crede nessuno e andranno tutti a votare. Un appello va ai mass media, c’é troppo silenzio sul nucleare mentre serve tanta informazione”.

Ale.Ro.

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