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Moreddu: "Sulla Zps occorre un dibattito serio"

 TOLFA – Leggevo con piacere recentemente, un accenno di dibattito sulle conseguenze negative per lo sviluppo dell’economia del territorio, della normative inerente le ZPS, in particolare sui Monti della Tolfa, con il suggerimento dell’attuale presidente dell’Università agraria di Tolfa nonchè assessore comunale, della necessità di un suo cambiamento, cosa che condivido, ma altrettanto non condivido la sua affermazione : “i danni che il centro-sinistra della Regione sta creando alla nostra gente sono sotto gli occhi di tutti ed è arrivato il momento di bloccare questo scellerato ingranaggio”. Ovvero quando confonde responsabilità politiche con la discrezionalità tecnica dei funzionari preposti, mi sembra doveroso sottolineare da subito che la discrezionalità tecnica non può essere arbitrio, comunque deve essere sempre collegata al buon senso…., quest’ultimo non è certamente collegato ad un credo politico…
Volevo pertanto se era possibile, dare uno stimolo agli attuali amministratori, verso problematiche che finora, sono state sottovalutate, e che in momenti di crisi e di ripensamento dell’economia nazionale ha ancora più senso discutere.
In particolare volevo far notare la singolarità con cui è stato pianificato l’intervento dell’uomo sul nostro territorio, beninteso da persone sia di destra che di sinistra….Infatti non sussiste solo il vincolo delle ZPS, che di per se è un altro passaggio burocratico costoso sia in termini temporali che economici. Un qualsiasi intervento imprenditoriale che incide anche marginalmente nel territorio, si deve confrontare generalmente sia con vincoli di merito come il PAI, il vincolo archeologico, le ZPS appunto, sia con passaggi di semplice legittimità come il vincolo idrogeologico (ma non per questo meno oneroso specie in termini temporali, perlomeno 6 mesi…), o vincoli legati agli usi civici o al piano paesagistico, eventuali probabili passaggi presso l’ASL competente nonché l’ovvio passaggio presso il comune. Questa breve carrellata, che credo sia in difetto, sta ad indicare che un qualsiasi intervento, deve attraversare il vaglio di funzionari presso il comune, la provincia, più volte la regione, pertanto è necessario l’ausilio in linea di massima di un agronomo, di un geometra o ingegnere, di un geologo, di un archeologo, si intenda tutto a carico del malcapitato che vuole realizzare forse una banale intervento …. che con solerzia viene analizzata da funzionari e tecnici con perizie di decine di pagine…, con tempistiche per il raggiungimento del provvedimento autorizzativi finale, che raggiungono i tre anni, purtroppo non esagero.. Allora mi chiedo, ma un paese che futuro può avere e quale competitività può esprimere con queste tempistiche, e chi amministra cosa fa o cosa potrebbe fare e se a senso per i cittadini che questi argomenti vengano strumentalizzati per fini elettorali, senza che poi vengano presi dei provvedimenti per alleggerire queste tempistiche e costi .
Allora provo a dare dei suggerimenti, che mi auguro provochino un interesse non solo in momenti elettorali, …come per esempio che le amministrazioni locali possono evidenziare alle autorità preposte, che un territorio proprio tutti i vincoli non li può avere e che varie zone sottoposte ai vincoli sommariamente sopra elencati, sono disegnate sulla base di criteri che possono essere discussi . Si potrebbe anche predisporre del personale, preparato con corsi ad hoc, in modo da dare un supporto ai cittadini che con risorse certamente più scarse di un’amministrazione, possono subire anche loro, una discrezionalità tecnica di funzionari non sempre vicina alla realtà, ovvero devono far valere le proprie ragioni in un così districato ginepraio normativo. Quindi penso che sia meglio allargare il discorso anche oltre la normativa e specialmente l’applicazione inerente le ZPS, visto che qualsiasi vincolo o normativa trova una burocrazia che in Italia è lenta, poco vicina alla realtà diventando letale per qualsiasi iniziativa, ecco perché si potrebbe chiedere per ottenere se non altro semplificazioni amministrative o organizzare uno sportello unico, visto che sussistono sul territorio un così ampio elenco di vincoli che non fanno troppe distinzioni tra piccoli e grandi interventi. In quest’ultimo caso sarebbe lecito evidenziare la necessità di una normativa che preveda delle reali modulazioni o supportare i cittadini affinché la burocrazia comprenda la necessità di attuare una modulazione, nel momento in cui la normativa è applicata.

Insomma è necessario un dibattito serio in materia, anche in momenti non elettorali, scevro da qualsiasi strumentalizzazione e che abbia come unico fine il rendere più semplice uno sviluppo ecosostenibile e la vita di chi vive nel territorio, con provvedimenti e proposte possibilmente
realizzabili e realizzate, sgombrando il campo da slogan che non hanno un gran senso di esistere,
se non sono seguiti da provvedimenti a favore della collettività da chi amministra e gli professa.

Moreddu Michele, capogruppo opposizione U.A. Tolfa.

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