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Moscherini: «Seport, disastro annunciato»

Incontri tra sindacati e lavoratori e tra dipendenti e Sindaco sulla crisi della società portuale. Gallo (Uiltrasporti): «La dirigenza ha accelerato sulle scelte senza coinvolgerci minimamente»

Incontri tra sindacati e lavoratori e tra dipendenti e Sindaco sulla crisi della società portuale. Gallo (Uiltrasporti): «La dirigenza ha accelerato sulle scelte senza coinvolgerci minimamente»

ILCIVITAVECCHIA – Incontro venerdì pomeriggio alle 16 tra la dirigenza della Seport, la società di servizi di interesse generale del porto di Civitavecchia che si occupa della gestione dei rifiuti e del verde nello scalo, e i sindacati che stanno portando avanti le trattative alla luce della crisi della società che potrebbe vedere, a breve, il ricorso alla cassa integrazione. Cassa integrazione che, considerata l’attuale situazione, sembra essere l’anticamera di futuri licenziamenti. Oggi la riunione è stata anticipata da un incontro proprio tra le organizzazioni sindacali e i lavoratori, piuttosto preoccupati, e nel pomeriggio da un incontro proprio dei dipendenti della società con il sindaco Moscherini. «Ci siamo confrontati sulla proposta dei vertici Seport – ha spiegato il segretario della Cgil Fp Diego Nunzi – dimostreremo anche venerdì, ancora una volta, la nostra contrarietà». Il rappresentante della Uiltrasporti Gennaro Gallo critica invece la società per aver accelerato sulle sue decisioni senza assolutamente coinvolgere nessuno, sindacati in primis e lavoratori. «Abbiamo avuto una riunione convocata urgentemente la scorsa settimana – ha spiegato – a loro dire la situazione è critica e il bilancio sarà chiuso in negativo a fine anno, per una serie di motivazioni. Tra tutte un minore conferimento di rifiuti da parte delle navi da crociera, che magari preferiscono altri porti con tariffe più convenienti rispetto a quelle di Civitavecchia e la presunta riduzione di commesse da parte dell’Autorità Portuale; motivi sui quali chiediamo maggiore chiarezza». I sindacati vogliono infatti vedere i dati del bilancio, che dovrebbe chiudere con circa 200 mila euro in negativo, per programmare eventuali interventi. La proposta di Seport sarebbe quella di di attivare per tre mesi, fino a dicembre, la cassa integrazione speciale, con una turnazione tra i dipendenti, per poi arrivare a delle riduzioni di organico già da gennaio. L’esubero sarebbe stato valutato in circa 20 unità sulle 64 attualmente impiegate, considerata proprio la crisi della società. «Abbiamo chiesto un incontro con i soci, ancora non ottenuto – ha aggiunto Gallo – chiederemo anche una riunione con l’Autorità Portuale, garante del lavoro in porto e committente della società». Intanto il sidnaco Moscherini, nel corso dell’incontro di ieri pomeriggio con i lavoratori, ha parlato di «un disastro annunciato in quanto Seport – ha spiegato – è stata gestita contro ogni norma di efficienza consigliata nella conduzione di qualsiasi impresa. Il primo errore fu quello di raddoppiare l’organo di direzione dell’impresa, contro ogni linea guida che personalmente avevo tracciato quando ero a capo ILdell’ente portuale e che mi aveva visto impegnato nel non ancorare la direzione delle tre società di servizi portuali alla politica. Se la crisi dell’impresa esiste deve essere dimostrata con i documenti. Ecco perché attraverso una lettera ufficiale, che invierò nei prossimi giorni personalmente alla società, richiederò lo stato patrimoniale, il bilancio, le assunzioni, gli avanzamenti di carriera, le tariffe, la gestione del servizio per capire effettivamente quali sono stati i fattori di crisi ed eliminarli per salvare l’impresa. Vorrei chiedere ad esempio all’attuale Presidente dell’Autorità Portuale, come mai le spese per il servizio di sorveglianza sono triplicate rispetto al passato. Bisogna studiare insieme ai sindacati e alle parti interessate tutta la documentazione necessaria per capire la fonte della crisi e porvi rimedio. Queste istanze saranno portate anche alla prossima riunione del Comitato Portuale».

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