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Moscherini: «Sulla Marina nessun abuso»

Il primo cittadino risponde a Giro e ripercorre l’iter burocratico del restyling, avviato nel 2001. Secondo il Sindaco vale l’autorizzazione paesaggistica concessa già sul progetto definitivo nel 2005. «Sono pronto a ricorrere alla Corte dei Conti». E sui locali assicura: «Non è previsto alcun negozio»

Il primo cittadino risponde a Giro e ripercorre l’iter burocratico del restyling, avviato nel 2001. Secondo il Sindaco vale l’autorizzazione paesaggistica concessa già sul progetto definitivo nel 2005. «Sono pronto a ricorrere alla Corte dei Conti». E sui locali assicura: «Non è previsto alcun negozio»

CIVITAVECCHIA – Ha affrontato il tema ‘‘Marina’’ dal punto di vista politico, replicando al sottosegretario Francesco Giro, e dal punto di vista tecnico ripercorrendo l’intero iter progettuale del restyling il sindaco Gianni Moscherini, partendo da un assunto: «Non c’è nulla di abusivo. Si tratta di un boicottaggio costruito ad arte per far perdere consenso, ma non ci spaventiamo». Vuole mettere un punto sulla vicenda il primo cittadino e rivolgendosi a Giro sottolinea come «surreale è il fatto che – ha spiegato – un sottosegretario messo lì per grazia ricevuta, pretenda di dare un giudizio tecnico in qualità di politico, nonostante i tecnici della Regione abbiano detto che non c’è nulla di irregolare». E’ entrato poi nel merito del progetto, partendo dal 2001, quando iniziò l’iter burocratico, arrivando al 2005 quando si è chiusa la conferenza dei servizi sul progetto definitivo «sul quale la Soprintendenza – ha spiegato – espresse parere favorevole dal punto di vista paesaggistico», e arrivando al 2008, quando il vecchio progetto venne modificato «in meglio – ha aggiunto – perché costava troppo ed era invasivo. LAVORIAbbiamo eliminato le ‘‘bolle’’ che occludevano la vista mare e andavano ad ospitare i negozi. Abbiamo abbassato il livello del belvedere di circa 2 metri e tolto l’enorme pontile a mare che avrebbe creato problemi alla barriera soffolta. Una variante migliorativa, quindi: perché dobbiamo chiedere di nuovo l’autorizzazione paesaggistica se prima, con un progetto più imponente, la Soprintendenza l’aveva già concessa?». E’ tornano poi sulla questione dei locali sotto la terrazza panoramica, confermando che si tratta di «locali tecnici, che il Ministero stesso non considera ‘‘volumi’’ e non di negozi: locali – ha aggiunto – dove tra l’altro non ci consentono di fare neanche bagni pubblici». E allora il prestito chiesto alla Cassa Depositi e Prestiti di 700mila euro? «Quello serve per un altro progetto che stiamo preparando – ha aggiunto – e che servirà ad allungare la Marina fino al porto storico, restituendolo ai civitavecchiesi. In quel caso non avrebbe senso lasciare così come è la terrazza Guglielmi: i negozi che al momento sono lì sotto, se lo vorranno, potranno essere trasferiti nella nuova opera che verrà realizzata, niente più. Nel caso in cui il prestito non servirà per questo, invece, lo utilizzeremo per altre esigenze. Quello che stiamo subendo, quindi, è solo un processo alle intenzioni: in questa opera non sono previsti altri locali se non quelli tecnici». Il primo cittadino, convinto di operare nel rispetto della legge, ha intenzione di consegnare tutti i documenti alla Corte dei Conti, soprattutto nel caso in cui la ditta deciderà di chiedere un risarcimento danni a seguito del blocco dei lavori. Conferma la volontà di riaprire la Marina a tutti i costi: «Se l’autorizzazione non arriverà a breve – ha aggiunto – ci riapproprieremo tutti della Marina, anche con un’invasione popolare. E se Giro vuole partecipare, è il benvenuto». Intanto la componente del Pd “Un’altra città è possibile”, guidata dal consigliere Mauro Guerrini, torna ad intervenire, ribadendo che «la discussione in corso può rappresentare – ha spiegato – l’occasione per rivalutare un progetto più ampio di riqualificazione della costa presente nel centro cittadino», cogliendo anche l’occasione per attaccare la famiglia Tidei «che sulla vicenda è divisa perché – ha aggiunto – il padre sconfessa la figlia». Freedom invece, riferendosi alla volontà del Sindaco di riaprire la Marina, definisce l’affermazione «populista pronunciata soltanto per darsi un contegno – ha aggiunto – ma che nella sostanza manifesta la difficoltà di un sindaco che a furia di aggirare ed eludere le regole alla fine vi è rimasto impigliato. Più che della Marina chiusa i civitavecchiese dovrebbero indignarsi dei 6 milioni di euro spesi soltanto in betonelle, con l’opera falcidiata dal verde attrezzato, alberature, arredo urbano, strutture pensili, aree attrezzate per l’intrattenimento e accorgimenti vari».

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