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Moscherini pronto a diffidare l'Arsial

Il sindaco critica il comportamento dell’agenzia sulla vicenda edilizia delle Colline dell’Argento. Parole dure contro Tidei e l’organizzazione del convegno sulla mafia 

Il sindaco critica il comportamento dell’agenzia sulla vicenda edilizia delle Colline dell’Argento. Parole dure contro Tidei e l’organizzazione del convegno sulla mafia 

CIVITAVECCHIA – Si è iniziato a parlare di mafia e di cultura malavitosa in città, all’indomani del convegno promosso dall’associazione Caponnetto, e si è finito per discutere della vicenda del presunto abuso edilizio alle Colline dell’Argento, che vede protagonista l’onorevole Pietro Tidei e la sua famiglia. Una conferenza stampa a 360 gradi quella del sindaco Gianni Moscherini e del suo vice, Gino Vinaccia, i quali, partendo proprio da quanto dichiarato da Tidei nel corso del convegno, e cioè che «occorre vigilare sull’edilizia», hanno ribadito che «essendo il deputato del Pd molto impegnato nel campo dell’edilizia, noi rispondiamo al suo appello e iniziamo a vigilare proprio da chi predica maggiori controlli. Ognuno guardi a casa propria». E così ci si è soffermati sulla vicenda edilizia delle Colline dell’Argento, con il sindaco che ha dichiarato di essere pronto a consultarsi con i propri avvocati per chiarire la vicenda e, eventualmente, per diffidare l’Arsial. «La signora Maria Concetta Onori, moglie di Tidei, ha chiesto all’Arsial di avere in custodia una strada (particelle 83 e 93) che però, come dimostrano le visure catastali, non è più dell’agenzia ma del Comune, quindi non una strada interna ma una strada pubblica – ha spiegato Moscherini – ma l’Arsial, in contrasto con il Catasto e con quanto affermato nel 1996, quando al precedente proprietario affermava che quell’area non era più di propria competenza, ma si trattava di area pubblica, ha concesso la custodia dell’area, con il vincolo di non realizzare qui delle opere fisse. Quando invece è presente oggi un cancello che di fatto impedisce la circolazione sulla via pubblica. E l’Agenzia ha risposto ai richiedenti in maniera tempestiva: se avesse la stessa velocità nel rispondere anche a noi sulla questione della Frasca oggi non staremmo a questo punto. Ho chiamato il responsabile che mi ha confermato di aver subito pressioni per rispondere celermente: evidentemente le nostre richieste non sono state convincenti in questi anni». La questione Colline dell’Argento è scaturita dalla presenza proprio dell’onorevole Tidei al convegno sulla mafia. «Convegno al quale – ha aggiunto Vinaccia – sarebbe stato opportuno invitare anche il sindaco come relatore, per rendere la discussione più seria e costruttiva, e non di stampo politico e propagandistico». Tanto che lo stesso Moscherini si è scagliato contro «l’antimafia militante di chi agita spettri anche dove non ci sono. Noi stiamo davvero prevenendo possibili infiltrazioni – ha aggiunto – con la firma del protocollo di intesa con la Prefettura e con l’istituzione di un ufficio della legalità. Al convegno hanno però avuto il buongusto di non chiedere, come fatto da Tidei, lo scioglimento del consiglio per possibili infiltrazioni mafiose».

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