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Nerone, confermate le sentenze di primo grado

CARABINIERICIVITAVECCHIA – Soltanto 45 minuti di camera di consiglio. E poi la Corte di Appello di Roma ha posto la parola fine alla seconda parte dell’iter giudiziario relativo alla cosiddetta operazione Nerone, condotta da carabinieri e dalla direzione distrettuale antimafia nel luglio del 2007. Operazione che permise, secondo gli inquirenti, di sgominare una nutrita organizzazione criminale che operava nel circondario e che aveva collegamenti con la camorra. Una sorta di cellula operativa, come l’hanno più volte descritta.
Ieri, al termine delle requisitorie degli avvocati dei tre maggiori imputati, Daniele Medori, Stefano Branco e Pietro Aurino, la prima sezione della Corte di Appello di Roma ha confermato le sentenze emesse in primo grado dal tribunale di Civitavecchia a giugno dello scorso anno. Ad esclusione però delle posizioni di Luigi Piscopo, Danilo Costanzi, Luigi Peris e Luca Mazza per i quali i giudici hanno giudicato inammissibile il ricorso in Appello del pubblico ministero. Rimangono confermati quindi i sei anni per Daniele Medori, 10 anni per Pietro Aurino e Stefano Branco, 5 anni e quattro mesi per Emiliano Branco ed Andrea Capretti, quattro anni ed otto mesi per Marco Gasparri ed Antonio Borriello, due anni ed otto mesi per Bianco Aniello.
Soddisfatti in parte i legali dei diversi impuati che hanno riconosciuto come, con questa sentenza, la Corte d’Appello non ha accolto il riconoscimento dell’aggravante della banda armata sui cui aveva puntato invece la Procura. «Abbiamo respinto gli attacchi della Procura generale – hanno spiegato – ora attenderemo le motivazioni della sentenza, attese tra 90 giorni, per valutare come procedere».
Probabile infatti il ricorso in Cassazione da parte di qualche avvocato difensore.

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