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No coke: "L’assessore Ranucci prende un granchio"

TARQUINIA – “L’assessore Ranucci del comune di Tarquinia raccoglie l’ennesimo Tapiro, per la meritata brutta figurA nei confronti dei cittadini-elettori di Tarquinia. Non solo replica in maniera plateale al contenuto di un post di un blog, ma ne stravolge il contenuto per giustificare le sue basse insinuazioni e dare sfogo alla furia cieca di un politico che si realizza nel denigrare e sporcare con bugie la rispettabilità degli altri, meritata sul campo”. Il movimento no coke replica alle esternazioni di Ranucci, definendosi “rigorosamente rispettoso degli eventi che hanno riguardato l’incidente alla centrale Enel”. “Il movimento – si legge in una nota – non ha pubblicato mai una riga sui giornali per doveroso rispetto umano del lutto, è stato invece presente in tutti i momenti importanti come lo sciopero dei lavoratori davanti ai cancelli di TVN e, silenziosamente, tra le tante persone che sabato volevano essere presenti ai funerali. I cittadini non hanno mai perduto l’obiettivo della difesa della salute e dell’ambiente, per questo anche se orfani dell’impegno del consiglio comunale di Tarquinia, presenziano a tutti gli incontri istituzionali in cui è possibile incidere a favore della salute del territorio, come è successo per l’eliminazione del quarto gruppo di TVS. A quell’ incontro noi c’eravamo, Ranucci non c’era, non c’è mai stato neanche in passato. Spiegasse ai suoi elettori quante iniziative ha intrapreso personalmente, ma anche in maniera collegiale, considerando che il consiglio conta ben tre medici, per salvaguardare la salute e difendere il territorio e i suoi abitanti; nessun ministero ha mai visto nessuna relazione o documento e nessun tribunale ha mai ricevuto denunce su temi ambientali da parte della nostra amministrazione. Basta con le diffamazioni dettate dalla viltà di chi esercita il potere con arroganza. Non ne possiamo più della politica che annaspa per rimanere a galla a tutti i costi, che cerca consensi con autocelebrazioni e non capisce che la necessità di iniziare a decidere in prima persona possa nascere da sentimenti estranei al profitto, al protagonismo, al proprio tornaconto”.

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