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Nucleare, approda in consiglio la mozione di contrarietà

È stata presentata dai consiglieri d'opposizione Caci, Liberatore e Talenti che chiedono al sindaco Carai di assumere un atto formale

È stata presentata dai consiglieri d'opposizione Caci, Liberatore e Talenti che chiedono al sindaco Carai di assumere un atto formale

MONTALTO DI CASTRO – Venerdì, durante le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, il Sindaco di Montalto di Castro Salvatore Carai ha riportato l’attenzione sul problema del nucleare. In proposito i consiglieri comunali d’opposizione Sergio Caci, Vincenzo Liberatore e Fabiola Talenti – hanno presentato una proposta di deliberazione da discutere nel prossimo consiglio comunale previsto per martedì alle 17. “Per dare finalmente concretezza alle parole che più volte l’amministrazione Carai ha speso contro il nucleare a Montalto – dicono i consiglieri d’opposizione – c’è bisogno di un atto concreto del consiglio comunale. Un documento che le nostre amministrazioni regionale e provinciale hanno già votato e che, a Montalto di Castro, ancora non è stato mai fatto”. “Considerato che negli ultimi mesi il nostro paese è di nuovo indicato come principale sito tra quelli possibili per l’eventuale ubicazione di un impianto ad energia nucleare – spiegano i tre consiglieri comunali – e spinti, anche, dagli ultimi tragici eventi accaduti in Giappone, ci sembra quantomeno doveroso che il consiglio comunale si esprima con una chiara posizione. La vocazione del nostro territorio è prettamente turistica ed agricola ed è su queste due specificità che, a nostro avviso, bisogna investire e chiedere risorse al Governo”. “Sul tema del nucleare – proseguono i consiglieri d’opposizione – l’amministrazione comunale ha l’obbligo di esprimere, mediante un atto ufficiale, il proprio parere: l’argomento, anche se non espressamente di sua competenza, è di grandissimo rilievo per il territorio. Ci auguriamo pertanto che i consiglieri votino l’inidoneità all’installazione di impianti ad energia nucleare nel nostro territorio”. Nella proposta di delibera i consiglieri ricordano molti aspetti legati alla vicenda del nucleare. “Il Governo – è scritto nella mozione – ha deciso per un ritorno del nucleare nel nostro Paese con un obiettivo dichiarato di produrre il 25% dell’energia elettrica dall’atomo. Per arrivare a questo obiettivo l’Italia dovrebbe localizzare e costruire sul territorio nazionale otto reattori come quello attualmente in costruzione in Finlandia (il più grande del mondo) due dei quali forse nel territorio dell’Alto Lazio e più precisamente a Montalto di Castro. Se l’Italia decidesse di puntare sul nucleare in maniera esclusiva, dirotterebbe sull’atomo risorse economiche destinate allo sviluppo delle rinnovabili e al miglioramento dell’efficienza energetica, rischiando di ritardare lo sviluppo delle soluzioni praticabili per ridurre in tempi brevi le emissioni climalteranti, innovare profondamente il sistema energetico nazionale e costruire quella struttura imprenditoriale diffusa che garantirebbe la creazione di molti posti di lavoro”. “Grazie al referendum del 1987 – è ricordato nel documento – l’Italia è stato il primo paese tra i più industrializzati ad uscire dal nucleare, seguita da altri paesi come Germania e Spagna. La tecnologia su cui vuole puntare il Governo Italiano è quella di “terza generazione evoluta” che non pare abbia risolto molti dei problemi noti da anni. A maggior ragione se nel 2030 vedrà la luce il nucleare di “quarta generazione”, sempre che abbia risolto nel frattempo i problemi emersi durante le ricerche in corso a livello internazionale”. “L’apparente basso costo del kwh nucleare – si legge nella proposta – è dovuto esclusivamente all’intervento dello Stato, direttamente o indirettamente, nell’intero ciclo di vita di una centrale, dalla costruzione allo smantellamento, sino allo smaltimento definitivo delle scorie”. In modo particolare nella proposta viene sottolineato che “rimangono anche tutti i problemi legati alla “contaminazione” ordinaria delle centrali nucleari in seguito al rilascio di piccole dosi di radioattività durante il normale funzionamento dell’impianto a cui sono esposti i lavoratori e la popolazione che vive nei pressi” e che “la massima attenzione deve essere posta al problema dello smaltimento dei rifiuti radioattivi derivanti dall’attività delle centrali o dal loro decomissioning”. “Le circa 250mila tonnellate di rifiuti altamente radioattivi prodotte fino ad oggi nel mondo – prosegue il documento – sono tutte in attesa di essere conferite in siti di smaltimento definitivo, stoccati in depositi “temporanei” o lasciati negli stessi impianti dove sono stati generati. Lo stesso vale ovviamente anche per il nostro Paese che conta, secondo l’inventario curato da Apat, circa 25mila m3 di rifiuti, 250 tonnellate di combustibile irraggiato, pari al 99% della radioattività presente nel nostro Paese , a cui vanno sommati i circa 1500 m3 di rifiuti prodotti annualmente da ricerca, medicina e industria e i circa 80-90mila m3 di rifiuti che deriveranno dallo smaltimento delle quattro ex centrali e degli impianti del ciclo del combustibile”. “Il territorio di Montalto di Castro – dicono ancora i consiglieri – è già gravato da servitù energetiche e a pochi km, a Civitavecchia, c’è una ulteriore infrastruttura ad elevato impatto e rischio ambientale. Il D.L. 25/06/2008 n.112 convertito dalla L.133/2008 prevede, all’art.7 in tema di “Strategia energetica nazionale” che entro sei mesi dall’entrata in vigore della norma il consiglio dei ministri, proposto dal ministero dello Sviluppo Economico, definisce la “Strategia energetica nazionale”, che indica le priorità per il breve ed il lungo periodo e reca la determinazione delle misure necessarie per conseguire, anche attraverso meccanismi di mercato, obiettivi di diversificazione delle fonti energetiche e delle aree geografiche di approvvigionamento; miglioramento della competitività del sistema energetico nazionale nella prospettiva europea; promozione delle fonti rinnovabili di energia; realizzazione di impianti di produzione di energia nucleare e promozione della sua ricerca con particolare incremento degli investimenti in ricerca e sviluppo; sostenibilità ambientali; adeguati livelli di protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori”. “Obiettivo primario per l’Italia – è scritto nella proposta – è quello di profondere uno specifico impegno per l’incremento dell’efficienza energetica e la riduzione dei consumi di energia, con una strategia che dovrà portare al raggiungimento degli obiettivi in materia di riduzione delle emissioni, con copertura del consumo totale di energia anche mediante fonti rinnovabili. La L.99/2009 ha previsto un nuovo “Piano straordinario per l’efficienza ed il risparmio energetico”. L’art.25 della stessa Legge ha disposto una delega al Governo per la disciplina della localizzazione nel territorio nazionale dei relativi impianti, stabilendo altresì le procedure autorizzative ed i requisiti per la costruzione, l’esercizio e la disattivazione degli impianti stessi. A tale delega il Governo ha recentemente dato attuazione con il D.Lgs. 31/2010 che pone in particolare evidenza la definizione di una strategia in materia nucleare propedeutica all’avvio delle procedure localizzative ed autorizzative. I n tali procedure ruolo rilevante è svolto dalle Regioni interessate, chiamate ad esprimere un’intesa propedeutica a quella con la Conferenza unificata, nell’ambito delle procedure di individuazione per gli impianti nucleari e per il conseguente deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. La norma fissa i principi di sussidiarietà nel rispetto della leale collaborazione tra Governo ed Enti territoriali. Il medesimo decreto stabilisce, inoltre, l’istituzione di “Comitati di confronto e monitoraggio ed il confronto pubblico sull’attività concernente tutti i provvedimenti relativi ad impianti ad energia nucleare”. In modo particolare i consiglieri d’opposizione sottolineano che negli ultimi mesi il territorio di Montalto di Castro pare di nuovo al centro dei siti selezionati per l’eventuale ubicazione di un impianto ad energia nucleare. L’Enel, alla luce dell’accordo con la Società francese EdF (Electricité de France) guida il gruppo di aziende comunque partecipanti alla gestione delle infrastrutture in materia energetica. La Provincia di Viterbo con Deliberazione di Consiglio Provinciale n.40 del 15/07/2010 ha ritenuto il territorio della Provincia ed in particolare quello del Comune di Montalto di Castro, inidoneo all’installazione di impianti ad energia nucleare. Inoltre il Consiglio regionale della Regione Lazio con Mozione n.117 del 24/11/2010 ha impegnato il Presidente della Giunta a dichiarare l’indisponibilità del territorio della Regione per l’insediamento di impianti di produzione di energia elettrica nucleare. La forte vocazione turistica del territorio non può che portare alla decisa tutela dello stesso e la Corte Costituzionale si è pronunciata recentemente sui giudizi di legittimità costituzionale del D.L. 01/07/2009, dichiarando in parte infondati ed in parte inammissibili i ricorsi sollevati da dieci regioni in merito alla Legge delega 99 del 2009. L’amministrazione comunale ha l’obbligo di esprimere, anche in argomenti non espressamente di sua competenza, ma di grandissimo rilievo nel territorio, il proprio indirizzo”.

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