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Nucleare, Fare Verde: "Brava Emma, brava Renata"

TARQUINIA – L’associazione ambientalista Fare Verde di Tarquinia, esprime viva soddisfazione per la posizione contro il nucleare assunta dalle due candidate alla Presidenza della Regione Lazio appartenenti ai due maggiori schieramenti politici. “Fanno benissimo sia la Polverini che la Bonino a dire che nel Lazio le centrali atomiche non servono – scrive l’associazione in una nota – Perchè è all’Italia intera che non serve ripiombare nel tunnel nucleare. Per questo brava Emma e brava Renata. Tuttavia, se le due candidate si sono espresse pubblicamente contro il nucleare, non possiamo dire altrettanto degli esponenti di punta dei due schieramenti. Non sappiamo quanto Bersani sia convintamente antinucleare. E se persone come Chicco Testa affermano che gran parte di dirigenti del PD sono nuclearisti quasi quanto lui, vuol dire che anche da quelle parti ci sono dichiarazioni basate più sui sondaggi elettorali che sulla elaborazione di una politica energetica capace di futuro. La gente si sta rendendo conto che vivere accanto ad una centrale nucleare non è come vivere accanto ad campo di lavanda. Nel Lazio, dalle parti di Latina, molti lo sanno bene. E lo sanno anche le due candidate alla presidenza della Regione Lazio”. “Certo – prosegue la nota – alla Polverini, come a Formigoni e a Zaia, occorre ricordare che i partiti che li sostengono sono anche quelli che hanno fatto una legge che permette allo Stato di prendere decisioni passando sulle loro teste. Tuttavia, accogliamo con piacere le loro dichiarazioni antinucleari, perchè mettono ulteriormente in discussione i piani nuclearisti del Governo Berlusconi. Intanto, il tempo è dalla nostra parte: negli ultimi due anni in Italia sono stati installati 800 MW di fotovoltaico e nel corso del 2010 si supereranno i 1.200 MW installati. Si tratta di una potenza pari a quella di una centrale nucleare, realizzata in meno di tre anni su tetti di case, uffici e officine. Se si riesce a far decollare anche il mercato dell’efficienza energetica, il gioco è fatto: l’atomo non servirà a nessuna regione italiana. Questa è l’avanguardia. La retroguardia, invece, è il nucleare”.

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