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Nunzi a Scotto: "Rimetti il mandato"

CIVITAVECCHIA – “Caro Luca,
rispondo alla tua, quantomeno riconoscendoti il tentativo di aver addotto a giustificazione della tua scelta un,analisi “diversa”, trasversale e lasciami dire… desueta.
Ma non è certo nel merito delle tue motivazioni che, quale libero cittadino, voglio intervenire, poiché essendo parte di un percorso di cambiamento personale la ritengo degna di rispetto, a prescindere da qualsivoglia considerazione di parte.
Ho qualcosa da sottolineare invece sulla modalità del tuo cambiamento.
Vedi Luca, so bene che l’attuale legislazione in materia non pone vincoli tra l’eletto in consiglio e l’elettorato; una legge voluta dalla politica, mal digerita dal corpo elettorale con, agli atti, già diverse iniziative di legge popolare per essere rivista e modificata, ma tant’è.. ancora in vigore.
Il problema si pone, poiché essendo un cittadino un po’ ottimista e molto incosciente, ritengo che quella legge sia stata fatta così ritenendo che chi si candida a rappresentare “altri”, soprattutto in Politica, sia in possesso di requisiti etici e morali che gli impongano di essere fedele al mandato ricevuto, è il concetto di delega o di essere delegato per conto terzi a rappresentare che richiede questi requisiti che, ad oggi, ahimè sembrano concetti astratti.
D’altro canto, né tu, caro Luca, né Daniele Perello, né gli altri che hanno compiuto scelte simili alle vostre, vi siete certo presentati all’elettorato chiedendo un mandato in bianco.
Avete fatto le vostre brave campagne, prendendo impegni, parlando di programmi, ognuno per il suo livello di competenza, fosse anche per la rappresentanza di un condominio..
Avete chiesto voi di essere eletti, e lo avete chiesto ad una parte dell’elettorato, quale che sia è irrilevante.
Poi, il cambiamento; ora, è vero che la coerenza è nel cambiamento, fa parte della crescita individuale in ogni passo della vita, ma è una scelta che resta individuale ed in politica le cose, per quell’etica e quel livello di moralità che dovrebbe essere l’ispirazione primaria di ogni candidato, le cose vanno diversamente, o quantomeno dovrebbero..
È così semplice che nessuno può fingere di non capire, neanche tu e neanche Perello.
Quando si cambia idea in Politica, è moralmente d’obbligo dimettersi e tornare a chiedere il mandato, confrontare con il corpo elettorale le nuove considerazioni e poi, qualora si venga rieletti, rappresentarle in ogni dove; se non è così è una usurpazione del diritto di rappresentanza.
E a questo punto diventa inutile avventurarsi in argomentazioni che possano giustificare la disaffezione degli elettori da questa o da quella corrente politica.
I tradimenti bruciano, caro Luca, e d è normale che l’elettore che resta scottato dalle scelte individuali di soggetti come te o come Perello, foste anche illuminati, avverta un senso di repulsione verso la Politica tutta.
Tu e gli altri potrete tentare di giustificare tutto ciò che vorrete, resterà la mancanza assoluta di rispetto verso chi vi ha eletto, resterà la loro dignità calpestata dai vostri personalissimi percorsi di cambiamento, e salirà ancora la percentuale di assenteismo alle urne.
Caro Luca, insieme agli altri, fate una scelta che dimostri la vostra nobiltà d’animo, rimettete i mandati, restituite agli elettori la loro dignità ed alla politica il suo valore, che resta l’unico mezzo per cambiare e migliorare le condizioni di vita e sociali di tutti e non solo le vostre”.

Diego Nunzi

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