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Omicidio: torna in carcere Giulio Foglia

LADISPOLI. Giovedì sera i carabinieri hanno dato esecuzione all’ordinanza emessa dal tribunale di Civitavecchia Dovrà scontare10 anni di reclusione. Il pregiudicato trafisse al cuore il fratello Stefano, all’epoca 33enne La Corte d’assise nel 2009 aveva concesso i domiciliari. L’orribile tragedia scosse tutta la città balneare

LADISPOLI. Giovedì sera i carabinieri hanno dato esecuzione all’ordinanza emessa dal tribunale di Civitavecchia Dovrà scontare10 anni di reclusione. Il pregiudicato trafisse al cuore il fratello Stefano, all’epoca 33enne La Corte d’assise nel 2009 aveva concesso i domiciliari. L’orribile tragedia scosse tutta la città balneare

LADISPOLI – Dovrà scontare in carcere la condanna a 10 anni di reclusione, Giulio Foglia, il pregiudicato 43enne di Ladispoli arrestato a novembre 2006 per il reato di omicidio nei confronti del fratello Stefano. Dopo un periodo trascorso ai domiciliari, infatti, l’uomo torna dietro le sbarre. Nella serata di giovedì i carabinieri della stazione di Ladispoli lo hanno trasferito al carcere di Borgata Aurelia, in esecuzione di un’ordinanza di carcerazione emessa dal tribunale di Civitavecchia. Ancora vivi, nella memoria dei ladispolani, i tragici fatti che scossero la città. Era la notte a cavallo tra il 23 e il 24 novembre del 2006 quando l’orribile episodio di sangue scosse Ladispoli. Stefano Foglia, 33enne, venne trovato cadavere all’interno della sua abitazione, una villetta in via Positano, con una profonda ferita da taglio. Secondo i carabinieri della stazione, intervenuti sul posto insieme ai colleghi del Ris, il giovane era stato ucciso da suo fratello Giulio, 38 anni, già conosciuto alla forze dell’ordine. Una violenta lite si era consumata tra i due, degenerando in maniera tragica. Gli inquirenti, dopo i rilievi del caso arrestarono Giulio con l’accusa di omicidio aggravato. Giunti nella casa, pochi minuti dopo l’omicidio, i carabinieri trovarono Foglia ancora in stato confusionale e con il coltello in mano. I due fratelli, che collaboravano con la madre, venditrice ambulante, nella gestione di un banco a Ladispoli, erano conosciuti per il loro carattere turbolento, spesso aggravato dall’alcol. Determinanti, ai fini delle indagini, furono i numerosi riscontri effettuati dai militari dell’Arma. Il movente del delitto venne ricondotto a vecchi dissapori tra i due. A Giulio Foglia, in un primo momento ristretto al supercarcere di Borgata Aurelia, a gennaio 2009 vennero concessi i domiciliari: Il gup di Civitavecchia, con il rito abbreviato, lo aveva condannato a 10 anni di reclusione, poi la corte d’assise d’appello di Roma, pur confermando la condanna, concesse all’uomo la possibilità di scontare la pena in casa.

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