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Operazione Bollywood: fermato il capo banda

Ulteriori sviluppi nell'ambito dell’operazione di polizia giudiziaria avviata dai carabinieri della Compagnia di Ronciglione il 23 giugno, in coordinamento con la Dda di Roma Un indiano, di 33 anni, domiciliato a Cerveteri dove lavora come bracciante agricolo, è gravemente indiziato per i reati di sequestro di persona a scopo di estorsione e rapina ai danni di quattro pakistani rapiti e nascosti prima a Villa San Giovanni in Tuscia e poi in due casali di Ladispoli

Ulteriori sviluppi nell'ambito dell’operazione di polizia giudiziaria avviata dai carabinieri della Compagnia di Ronciglione il 23 giugno, in coordinamento con la Dda di Roma Un indiano, di 33 anni, domiciliato a Cerveteri dove lavora come bracciante agricolo, è gravemente indiziato per i reati di sequestro di persona a scopo di estorsione e rapina ai danni di quattro pakistani rapiti e nascosti prima a Villa San Giovanni in Tuscia e poi in due casali di Ladispoli

LADISPOLI – Ulteriori sviluppi nell’ambito dell’operazione di polizia giudiziaria denominata “Bollywood”, avviata dai carabinieri della Compagnia di Ronciglione il 23 giugno, in coordinamento con la Dda di Roma. Un indiano è stato sottoposto al fermo di indiziato di delitto. I militari del Nucleo operativo e radiomobile, nelle prime ore di venerdì hanno infatti proceduto al fermo del 33enne indiano, domiciliato a Cerveteri dove lavora come bracciante agricolo, in quanto elevato il pericolo che si potesse dare alla fuga, data la facilità con cui si era saputo spostare in varie parti del territorio nazionale e la gravità dei reati ascrittigli. Il soggetto, infatti, è gravemente indiziato per i reati di sequestro di persona a scopo di estorsione e rapina ai danni dei 4 pakistani rapiti e nascosti prima a Villa San Giovanni in Tuscia e poi in due casali di Ladispoli. Come si ricorderà già 3 indiani e 2 romeni erano stati arrestati e fermati nel mese scorso. La banda aveva attirato i 4 cittadini pakistani, provenienti dalla provincia di Bergamo, con il pretesto di una buona occasione di lavoro. Qui i quattro malcapitati, portati in un casolare, erano stati legati, percossi, minacciati, rapinati e sequestrati al fine di ottenere un riscatto dai loro connazionali. Successivamente, dopo lo spostamento dei sequestrati in due diversi casolari del litorale laziale intorno a Ladispoli, i rapitori sono riusciti ad ottenere una parte della somma richiesta ed hanno così liberato le vittime a condizione che si adoperassero per trovare il restante denaro. Questi, invece, rivolgendosi subito ai carabinieri, hanno consentito di avviare immediatamente le indagini e di individuare diversi componenti del gruppo. Dopo gli arresti dei carabinieri, mancava solo l’indiano riconosciuto ed indicato dalle vittime come il capo della banda. I militari, simulando un normale controllo volto al rilascio del permesso di soggiorno, lo hanno avvicinato senza destare sospetto ed hanno poi proceduto al fermo in totale sicurezza. A seguito della perquisizione domiciliare sono stati sequestrati due telefoni cellulari, in cui i militari hanno trovato le nuove schede telefoniche, acquistate dal soggetto per rimpiazzare quelle utilizzate durante il sequestro. L’individuo, dopo i dovuti accertamenti, è stato poi tradotto presso il carcere di “Roma-Regina Coeli”, a disposizione della direzione distrettuale antimafia di Roma.

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