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Ospedali, accantonato il piano di riordino: Montino lavora ad una nuova proposta

Tarquinia. Parroncini «Importante il contributo del centrosinistra»

Tarquinia. Parroncini «Importante il contributo del centrosinistra»

TARQUINIA – Intanto, mentre a Tarquinia proseguono gli interrogativi sul futuro del nosocomio arriva una buona notizia. Il vicepresidente della giunta regionale, Esterino Montino, ha annunciato di accantonare il piano di riordino della rete ospedaliera del Lazio che era stato presentato a luglio e di lavorare su una nuova proposta. , diffuse dal Immediata la soddisfazione del capogruppo PD alla Pisana, Giuseppe Parroncini, intervenuto a margine della commissione Sanità. «Montino – ha spiegato Parroncini – ha chiarito, durante la seduta di questa mattina, che la decisione è quella di lavorare su un nuovo piano. In questo senso risulta importante il contributo offerto dai capigruppo di maggioranza del centrosinistra che hanno elaborato una proposta di riordino della rete ospedaliera che era già stata inviata al presidente Marrazzo e questa mattina anche al presidente della Commissione Sanità Luigi Canali, il quale la porterà in discussione nella prossima seduta». «A fine luglio – ha spiegato il capogruppo del PD – Marrazzo aveva suggerito di rimandare la discussione ai primi di settembre, questo ci impone ora di lavorare con puntualità verso il nuovo piano. La proposta – ha spiegato Parroncini – affronta la situazione soprattutto dal punto di vista numerico perché la precedente muoveva da una scorretta base di calcolo dei posti letto. I residenti nella regione sono in costante crescita, al gennaio 2009 l’Istat ne ha certificati 5.632.223, non quindi i 5 milioni e trecentomila del Piano. La nuova proposta della maggioranza si attesta su complessivi 25.345 posti letto così suddivisi: acuti 19.443, lungodegenti 1.690, riabilitazione 3.942, psichiatrici 270 e centra gli standard del piano sanitario nazionale. La riorganizzazione potrebbe offrire anche l’occasione per correggere storici squilibri del sistema ospedaliero regionale che oggi vede fortemente penalizzate le Province, l’interland romano e le aree della capitale che negli ultimi decenni hanno vissuto significativi processi di crescita urbanistica e demografica. Si può intervenire utilmente, dove ve ne sono le condizioni strutturali, su alcuni di questi squilibri. Per questo, pur in un quadro di riduzione, la proposta, tra le altre cose, trasferisce posti letto verso il quadrante sudest, il litorale, l’area tiburtina, portando la riabilitazione a Rieti e rafforzando la rete nelle province e nelle aree di confine, anche per contrastare fenomeni di mobilità passiva».

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