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Osservatorio: chiesto il consiglio comunale aperto

Allumiere. Bagarre in collina dopo la nomina di Alessandro Maestri nell’organismo di controllo della centrale di Tvn. Il Prc dell’Agraria minaccia di uscire dalla maggioranza Unanime richiesta dei consiglieri comunali d’opposizione: «Battilocchio revochi la nomina, è inopportuna e illegittima»

Allumiere. Bagarre in collina dopo la nomina di Alessandro Maestri nell’organismo di controllo della centrale di Tvn. Il Prc dell’Agraria minaccia di uscire dalla maggioranza Unanime richiesta dei consiglieri comunali d’opposizione: «Battilocchio revochi la nomina, è inopportuna e illegittima»

di ROMINA MOSCONI

ALLUMIERE – Ancora sviluppi e strascichi polemici infiammano Allumiere sulla questione riguardante la nomina da parte del sindaco Battilocchio di un dipendente Enel, Alessandro Maestri, come rappresentante del paese collinare all’Osservatorio Ambientale. Dopo la pioggia di no dei giorni scorsi, ieri i consiglieri comunali di minoranza hanno presentato e protocollato un’istanza in Comune per richiedere un consiglio straordinario aperto.
«Dopo la notizia che un dipendente Enel è stato nominato membro dell’Osservatorio in rappresentanza di Allumiere – scrivono i consiglieri Pietro Pierantozzi, Paolo Brutti, Vincenzo Sgamma, Umberto Di Pietrantonio, Carlo Amici (nella foto), Manrico Brogi e Roberta Morbidelli – lamentiamo il mancato rispetto delle competenze del consiglio comunale e quindi chiediamo la revoca di detta nomina perché inopportuna e illegittima. Abbiamo chiesto la convocazione del consiglio comunale in adunanza straordinaria, aperta a chiunque ne abbia interesse, per discutere e deliberare gli indirizzi per la nomina e la designazione dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende ed istituzioni e l’utilizzazione dei fondi corrisposti dall’Enel alla comunità allumierasca».
Forte contrarietà su questa scelta è stata espressa poi dal Partito della Rifondazione Comunista di Allumiere: «Riteniamo che l’assegnazione della delega sia sbagliata nel metodo, perché i componenti dell’Osservatorio percepiscono uno stipendio e/o rimborso spese, e quindi sarebbe cosa buona nominare esperti nel ramo, ma più ‘’bisognosi’’ dal punto di vista economico; scelta sbagliata anche nel merito perché la persona assegnataria della delega, pur riconoscendogli la correttezza personale, è già dipendente Enel, e, nel tempo, il suo giudizio potrebbe risultare parziale o fuorviante». Nella nota i rifondisti collinari scrivono poi che: «L’Osservatorio ambientale deve essere sgombro da ogni minimo sospetto per valutare e formulare, con serenità, giudizi equi e imparziali». I rossi allumieraschi nella loro nota rimarcano la loro contrarietà alla riconversione di Tvn e si dicono «contro ogni forma di logica del profitto che determina la devastazione della salute e dell’ambiente» e poi ricordano che a suo tempo: «Avevamo presentato e sottoscritto un programma anti-carbone ma ora registriamo, con la nostra più viva delusione, che il sindaco e la sua giunta hanno modificato radicalmente pensiero e strategia politica e di conseguenza stravolto quei punti che per noi erano considerati incontrovertibili e che ci hanno consentito di vincere le elezioni».
Per questi motivi quindi dal Prc collinare giunge l’ultimatum al sindaco Battilocchio: «Intendiamo chiarire che, pur non avendo allo stato attuale una nostra rappresentanza in consiglio comunale, siamo stati determinanti per la vittoria del centrosinistra nelle ultime elezioni amministrative, avendo anche eletto tre consiglieri e siamo presenti con nostri consiglieri e assessori Ciucci, Baldini e Alfonso Superchi) nel consiglio dell’Agraria, dove il nostro contributo sia politico che numerico era ed è determinante perché l’ente possa arrivare alla scadenza naturale del mandato. Chiediamo quindi a Battilocchio di annullare la delega a Maestri e a valutare attentamente altre possibilità, precisando che il nostro partito valuterà di volta in volta e con piena autonomia, tutti gli atti amministrativi futuri della giunta comunale e soprattutto presso l’ente agrario, non ritenendosi più vincolato da nessun tipo d’accordo politico programmatico a suo tempo sottoscritto».

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