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Otto testimoni per difendere il fioraio

Pedofilia. I legali Fabrizio Lungarini e Mara Montaruli hanno consegnato al giudice una lunga memoria difensiva. Gli avvocati: «Nessuna delle persone ascoltate ricorda episodi del genere. Neanche la madre di un coetaneo che stava spesso con la presunta vittima ed il 62enne ha mai sospettato qualcosa». Chiesta la scarcerazione immediata. Si attende la decisione del gip

Pedofilia. I legali Fabrizio Lungarini e Mara Montaruli hanno consegnato al giudice una lunga memoria difensiva. Gli avvocati: «Nessuna delle persone ascoltate ricorda episodi del genere. Neanche la madre di un coetaneo che stava spesso con la presunta vittima ed il 62enne ha mai sospettato qualcosa». Chiesta la scarcerazione immediata. Si attende la decisione del gip

CIVITAVECCHIA – Ha raccontato la sua verità, negando i fatti e anzi spiegando che quella domenica di settembre non è accaduto niente di diverso rispetto a quanto accadeva solitamente negli altri giorni. Ora è in attesa della decisione del giudice il fioraio 62enne, in carcere da giovedì scorso, da quando i carabinieri hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare: l’accusa per lui è atti sessuali con minore. Per lui l’avvocato Fabrizio Lungarini, che lo difende con la collega Mara Montaruli, ha chiesto la scarcerazione immediata, consegnando una lunga e dettagliata memoria difensiva, esito di indagini di parte condotte negli ultimi giorni per cercare di ricostruire l’intera vicenda. «Abbiamo ascoltato ben otto testimoni – ha spiegato – e nessuno di questi ricorda un episodio simile, anzi». A quanto pare, infatti, i fatti si riferirebbero ad una domenica di settembre (anche se poi l’ordinanza parla di fatti iniziati nel 2006 ndr); in quell’occasione erano in molti a casa del fioraio, per un pranzo insieme, organizzato come spesso accade. Una sorta di famiglia allargata, come la descrivono i conoscenti, con frequentazioni continue e con la presunta vittima, il bambino di 7 anni, praticamente cresciuto in quella casa dove stava spesso insieme ad un coetaneo «visto che i genitori – ha aggiunto l’avvocato – lavoravano tutto il giorno. Ma addirittura la mamma di questo altro ragazzino mi ha confermato, spontaneamente, di non aver mai notato nulla, né tantomeno sospettato qualcosa del genere». Le indagini difensive si sono così soffermate anche sulla situazione familiare della presunta vittima, su eventuali motivi di risentimento con il fioraio, su ogni singolo aspetto della vicenda utile a delineare un quadro maggiormente completo. «Quel giorno, secondo alcune testimonianze raccolte, il ragazzino sarebbe solo stato sgridato dal fioraio – ha aggiunto – perché stava giocando in camera del figlio con i videogiochi; niente di più». Ma da quel giorno il ragazzino è stato allontanato da quella casa e, dopo un mese, i genitori hanno sporto denuncia «senza però – ha aggiunto Lungarini – sottoporlo a visita medica. Agli atti, al momento, c’è solo la dichiarazione del ragazzino, dinnanzi alla psicologa. Un interrogatorio, quest’ultimo, sottoposto alla perizia del nostro tecnico, il dottor Alessandro Mirabilio, per verificare se il bambino sia stato viziato o meno da domande fuorvianti». In attesa della decisione del giudice Giovanni Giorgianni, in città c’è sconcerto per l’arresto, essendo l’uomo molto conosciuto e descritto come una brava persona.

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