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Pedaggi, Tidei interviene alla Camera

CIVITAVECCHIA – “Sospendere l’iter dei provvedimenti attuativi del sistema di pedaggiamento senza barriere fino alla definitiva pronuncia del giudice amministrativo, per evitare il rischio di sostenerne inutilmente il costo e valutare l’opportunità, in sede di redazione dello strumento attuativo, di individuare ed escludere dagli aumenti del pedaggio i tratti e raccordi autostradali interessati da una significativa percorrenza dei pendolari, con particolare riferimento al grande raccordo anulare di Roma”. Queste le richieste rivolte al Governo e contenute all’interno dell’ordine del giorno presentato giovedì scorso alla Camera dal parlamentare del Pd Pietro Tidei, che parla dell’avvento di “una vera e propria tassa sui pendolari. La previsione, avvenuta con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, dell’introduzione del pedaggio per i raccordi autostradali, che colpirà in modo significativo gli automobilisti delle grandi aree metropolitane, quali Roma e Milano – ha ricordato – è stata oggetto di dure contestazioni ed è stata bloccata a seguito del pronunciamento del Tar del Lazio, confermato dal Consiglio di Stato. La norma è evidentemente motivata dall’esigenza di reperire risorse alla luce di un quadro economico preoccupante, aggravato dall’incapacità del Governo di costruire una politica economica efficace, senza ricorrere ad ulteriori forme di tassazione dei cittadini: secondo il calcolo delle associazioni dei consumatori l’introduzione del pedaggiamento sui raccordi autostradali costerebbe mediamente 600 euro annui ai lavoratori pendolari”. Motivi questi per cui Tidei ha chiesto una inversione di rotta da parte del Governo.

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