Pubblicato il

Per anni segregata in casa dalla madre

Una triste storia scoperta recentemente dai Servizi sociali, indaga la Polizia. Per circa vent’anni alla donna sono stati ridotti cibo e acqua. Pochi anni fa la morte di suo fratello costretto a subire gli stessi abusi. Entrambi avevano una personalità molto fragile

Una triste storia scoperta recentemente dai Servizi sociali, indaga la Polizia. Per circa vent’anni alla donna sono stati ridotti cibo e acqua. Pochi anni fa la morte di suo fratello costretto a subire gli stessi abusi. Entrambi avevano una personalità molto fragile

CIVITAVECCHIA – Segregata in casa, succube della donna che l’ha messa al mondo. Costretta a vivere senza la luce del sole, lontana dalla gente in un’anonima abitazione in zona Uliveto, dove per Serena (nome di fantasia) non fa mai giorno. Un piccolo dramma familiare ignorato per anni anche dai vicini di casa, che di sicuro hanno avuto modo di notare il cambiamento in quella famiglia dopo la morte dell’uomo di casa, dipendente della pubblica amministrazione, avvenuta oltre vent’anni fa. All’improvviso tutto è cambiato e per Serena, alla quale veniva consentito di uscire di casa solo in compagnia di suo fratello Mattia (altro nome inventato) è iniziato un incubo. La madre, una donna di settantasei anni ha tagliato i ponti con il mondo, vietando ai figli, due ragazzi dalla personalità fragile, di uscire di casa. Loro, abituati a girare per strada mano nella mano come due bambini, ad un certo punto si sono ritrovati senza più nulla, a condividere una solitudine racchiusa tra le mura domestiche, sorvegliati giorno e notte dalla loro madre, convinta di agire nel giusto. Gli anni passano e i ragazzi crescono. I disagi si moltiplicano, fino a quando la donna non comincia a limitare ai figli anche l’accesso al cibo e all’acqua: pasti saltuari, acqua in misura ridotta e finestre rigorosamente chiuse; queste le regole della famiglia. Disagi rimasti per anni sconosciuti anche ai Servizi sociali, che solo di recente hanno deciso di prendere in mano la situazione. Troppo tardi, dato che pochi anni fa Mattia si è aggravato e dopo un breve periodo di ricovero, a quarant’anni è morto nell’indifferenza degli abitanti del quartiere che si sono ricordati di lui solo quando lo hanno visto uscire di casa sulla barella di un’ambulanza. Oggi la storia rischia di ripetersi con Serena, quarantotto anni appena compiuti, che da tempo, da quando suo fratello è morto, subisce da sola le prevaricazioni della mamma. Di recente qualcuno l’avrebbe vista attraverso una finestra rimasta casualmente aperta a metà: capelli bianchi, denutrita e malata, avrebbe minacciato il suicidio. Il Comune a questo punto ha preso in mano la situazione, con Chiara Guidoni, delegata ai Servizi sociali, che proprio oggi ha presentato un esposto al Commissariato di viale della Vittoria. Probabile che venga aperta un’inchiesta nel tentativo di mettere fine ad un drammatico stato di precarietà.

ULTIME NEWS