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Piazza XXIV Maggio, sette gli indagati

Si tratta dei rappresentanti della Rd Trasporti, l’impresa che sta realizzando il palazzo, e di tecnici e dirigenti del Comune. Le indagini dei carabinieri vanno avanti e la lista potrebbe allungarsi già nelle prossime ore. Dai documenti sequestrati al Pincio e agli esiti della perizia disposta dalla Procura l’area ex Enel dove si sta costruendo risulta essere destinato ad esclusivo uso pubblico

Si tratta dei rappresentanti della Rd Trasporti, l’impresa che sta realizzando il palazzo, e di tecnici e dirigenti del Comune. Le indagini dei carabinieri vanno avanti e la lista potrebbe allungarsi già nelle prossime ore. Dai documenti sequestrati al Pincio e agli esiti della perizia disposta dalla Procura l’area ex Enel dove si sta costruendo risulta essere destinato ad esclusivo uso pubblico

CIVITAVECCHIA – Il terreno è destinato ad esclusivo uso pubblico. Questo il motivo alla base del sequestro del cantiere di piazza XXIV Maggio, ad opera dei carabinieri su ordinanza dell’autorità giudiziaria. L’inchiesta portata avanti dal sostituto procuratore Edmondo De Gregorio, che ha visto l’accelerazione nei giorni scorsi con l’acquisizione degli atti amministrativi agli uffici dell’Urbanistica al Pincio e il sequestro del cantiere del palazzo in costruzione nell’area ex Enel, ha portato infatti a questa novità, al di là delle denunce di Vincenzo Monteduro dei Repubblicani Europei e di Vittorio Petrelli di Ambiente e Lavoro su distanze non rispettate dalle strutture ferroviarie e palazzi circostanti e sull’altezza dell’edificio. Secondo quanto verificato dalla perizia consegnata dal tecnico nominato dalla Procura qualche settimana fa, infatti, il nocciolo della questione è proprio nel mancato rispetto della destinazione d’uso dell’area. Da ‘‘pubblica’’ come previsto nel prg, l’area non potrebbe quindi ospitare un edificio come quello in costruzione, destinato a civile abitazione. Le indagini quindi dovranno scandagliare nei diversi passaggi dell’iter burocratico che ha portato il Comune, a giugno 2008, a rilasciare il permesso a costruire. In questo senso, probabilmente, verrà anche chiarito il ruolo della Regione Lazio, che secondo l’assessore all’Urbanistica Mauro Nunzi, avrebbe confermato la regolarità dell’opera. Tutti motivi, questi, che hanno portato la Procura della Repubblica ad iscrivere, per ora, già ben sette persone nel registro degli indagati: numero che potrebbe aumentare già nelle prossime ore. Si tratta, per la Rd Trasporti (l’impresa che, dopo aver realizzato diverse rotonde, sta costruendo il palazzo subappaltando i lavori alla Edilcasa 2000, la stessa impresa che sta operando sulle casette di legno a San Liborio ndr), di Gianni De Paolis, Romina Tocchini e Nello Crostella, e per il Pincio di Federico Balsani, Roberto Guratti, Claudio Mari e Massimiliano Marcelli. Per tutti le accuse sono di violazione al testo unico in materia di edilizia, falso ideologico e abuso di ufficio in concorso.

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