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Piazza XXIV Maggio, sigilli al cantiere

I carabinieri hanno posto sotto sequestro l'area questa mattina, dopo il blitz dei giorni scorsi agli uffici dell'Urbanistica

I carabinieri hanno posto sotto sequestro l'area questa mattina, dopo il blitz dei giorni scorsi agli uffici dell'Urbanistica

CIVITAVECCHIA – Sembra proprio che si sia replicando un copione già scritto, con la vicenda di piazza XXIV Maggio che sta seguendo la stessa scia di via Pinelli. Dopo il sequestro degli atti amministrativi avvenuto venerdì scorso, con i carabinieri che si sono presentati agli uffici dell’Urbanistica uscendone con faldoni ed incartamenti, questa mattina sono stati apposti i sigilli al cantiere. Gli stessi militari, infatti, hanno eseguito un’ordinanza di sequestro preventivo emessa dal tribunale locale; il cartello è stato affisso all’ingresso del cantiere, con gli uomini dell’Arma che, diretti dal maresciallo Giuliano Mangoni, hanno provveduto a liberare l’area e chiudere gli ingressi, fino a nuova disposizione. La decisione segue appunto l’acquisizione di tutti i documenti sull’iter autorizzativo per la costruzione del nuovo palazzo nell’area ex-Enel, nell’occhio del ciclone già da tempo, a seguito anche delle denunce presentate dal segretario dei Repubblicani Europei Vincenzo Monteduro, lo stesso che fece partire anche le indagini su via Pinelli. In quel caso gli appartamenti, la cui realizzazione era ormai conclusa, erano già stati acquistati; tanto che gli stessi proprietari scesero in strada per protestare. Per piazza XXIV Maggio ancora è da verificare se sia i locali commerciali al primo piano che gli appartementi siano già stati acquistati tutti o meno, essendo stati messi in vendita già da tempo. Anche in questo caso, così come per via Pinelli, sembra essere già piuttosto ricco l’elenco delle persone iscritte nel registro degli indagati. Una decina, a quanto pare, anche se sulla questione vige al momento un riserbo strettissimo da parte degli inquirenti. Le indagini proseguono, coordinate dal sostituto procuratore Pantaleo Polifemo (sostituito in questi giorni dal collega Edmondo De Gregorio), ed affidate proprio ai carabinieri che potrebbero già aver ascoltato qualche persona interessata. Secondo le prime ricostruzioni il sequestro della documentazione agli uffici dell’Urbanistica prima, e del cantiere poi, sarebbero motivati dall’esito delle verifiche effettuate sul posto da un perito della Regione Lazio, nominato dalla Procura per svolgere una accurara perizia proprio alla luce delle denunce di Vincenzo Monteduro, supportate anche dall’interrogazione del consigliere di CARABINIERIAeL/IdV Vittorio Petrelli. Questo spiegherebbe anche la sospensione dei lavori nel periodo estivo, per permettere lo svolgimento delle verifiche. Sia negli esposti di Monteduro che nell’interrogazione di Petrelli, rimasta peraltro senza risposta ed inidrizzata al sindaco Moscherini e all’assessore Nunzi, si parlava di mancato rispetto delle distanze del fabbricato dalle strutture ferroviarie, la difformità dei distacchi della sagoma del fabbricato rispetto ale altre proprietà, l’altezza superiore ai 15 metri previsti considerata la zona centrale della costruzione, l’altezza dei locali commerciali non corrispondente a quella imposta dalla determina dirigenziale che ne stabiliva i limiti, oltre alla possibilità di presenze archeologiche al di sotto della costruzione. «Evidentemente, considerati i sequestri – ha spiegato proprio Monteduro – qualcosa di non conforme il perito deve averlo trovato, al di là di quanto dichiarato dall’assessore Nunzi sulla regolarità dell’opera e degli atti disposti dagli uffici. Se non avesse trovato nulla di eccezionale, non si sarebbe arrivati certo al sequestro del cantiere. Io queste cose le sto denunciando da sempre. Ho chiesto anche di evitare che venissero venduti gli appartamenti per trovarci poi come a via Pinelli, con le conseguenze che conosciamo tutti». E Monteduro, oltre alla questione delle distanze, soprattutto per quello che riguarda le ferrovie, torna a ribadire ancora una volta la presenza delle mura del Sangallo proprio al di sotto del palazzo in fase di realizzazione. Presenza che, secondo il segretario dei Repubblicani Europei, sarebbe stata confermata anche dalle verifiche effettuate dal perito.

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