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Pizzi: “I tagli della finanziaria saranno la fine delle Comunità montane"

 Il vicepresidente della Comunità Montana dei Cimini alla giornata di mobilitazione dell’Uncem

 Il vicepresidente della Comunità Montana dei Cimini alla giornata di mobilitazione dell’Uncem

Il vicepresidente della Comunità Montana dei Monti Cimini, Pompilio Pizzi, ha partecipato ieri alla giornata di mobilitazione montana nelle Prefetture italiane, indetta da Uncem (Unione Nazionale Comuni, Comunità ed Enti Montani) per protestare contro i tagli agli enti locali contenuti nella Finanziaria. Pizzi ha consegnato al prefetto il documento approvato dall’Uncem e fatto proprio dall’ente presieduto da Angelo Cappelli, ma è stato in buona compagnia: dal Piemonte alla Calabria, infatti, passando per l’Italia centrale, centinaia di amministratori hanno esposto ai Prefetti, nella loro qualità di rappresentanti territoriali del governo, il disagio di un territorio che si vede penalizzato dalla manovra finanziaria e dalla scelta di comprimere il dibattito col voto di fiducia. “Le Comunità Montane stanno vivendo un momento drammatico su più fronti – ha dichiarato Pompilio Pizzi – a maggior ragione quelle in cui è presente la castanicoltura. Le Comunità Montane del Lazio sono da esempio per il grande lavoro che stanno facendo su biodiversità, sicurezza del territorio e tutela dell’ambiente ma con l’attuale manovra finanziaria i danni si aggraveranno, con grosse conseguenze a livello ambientale ed economico, moltiplicando le difficoltà che l’ente già sta affrontando. Un esempio viene dalle problematiche relative alle aggressioni degli insetti agli alberi di castagno che, se non si interverrà ulteriormente, saranno destinati alla morte”. Per Pizzi “fino ad ora siamo intervenuti tempestivamente con fondi propri della Comunità Montana, ma con i tagli previsti dalla manovra saremo letteralmente schiacciati a terra. La Comunità ha svolto un ruolo essenziale, mettendo in moto tutti gli strumenti necessari, tra cui tavoli al Ministero e tavoli regionali, coinvolgendo associazioni e province. La preoccupazione ora è forte e l’appello che rivolgo all’Uncem regionale è quello di intervenire in modo pressante con tutti i mezzi affinché ci si confronti su questi temi e sui compiti preziosi delle Comunità Montane”. Tanti sono i punti dolenti sollevati dalla protesta: dalla penalizzazione delle farmacie rurali alla riduzione del servizio scolastico, dal taglio ai servizi sociali fino all’azzeramento delle indennità per gli amministratori delle comunità montane e degli enti associativi e all’obbligo per i comuni di dismettere per società partecipate.

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