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Porto, ancora passi in avanti verso la realizzazione

TARQUINIA. Il presidente della Commissione agricoltura Francesco Battistoni (Pdl) ha firmato la proposta di legge di Storace «Un progetto importante per garantire il rilancio turistico»

TARQUINIA. Il presidente della Commissione agricoltura Francesco Battistoni (Pdl) ha firmato la proposta di legge di Storace «Un progetto importante per garantire il rilancio turistico»

TARQUINIA – Ancora passi avanti verso la realizzazione del porto turistico a Tarquinia, in località Marina Velca. Il presidente della Commissione Agricoltura, Francesco Battistoni (Pdl) ha infatti sposato il disegno di legge presentato dai consiglieri regionali della Destra Francesco Storace e Roberto Buonasorte. Battistoni proprio ieri ha infatti annunciato di aver sottoscritto la proposta di legge che consentirà di superare i limiti tecnici alla realizzazione del porto turistico di Tarquinia. «Questo intervento normativo – ha detto Battistoni – permetterà la costruzione dell’approdo turistico, portando numerosi vantaggi per tutto il territorio. Sarà un complesso efficiente, ecologicamente compatibile e di grande sviluppo economico ed occupazionale. Un’opportunità unica – insiste Battistoni – che vede la creazione di 300 posti di lavoro diretti e di almeno altri 2500 derivanti dall’indotto». «Un’occasione – ha ribadito Battistoni – anche di valorizzazione del patrimonio archeologico, architettonico e ambientale della Tuscia, nonché di rilancio e riqualificazione del settore turistico dei comprensori di Tarquinia, Tarquinia Lido e Marina Velka».La proposta di legge del capogruppo de La Destra alla Regione Lazio, Francesco Storace, è stata assegnata alla commissione Urbanistica presieduta da Roberto Buonasorte, proprio pochi giorni fa. La Commissione è chiamata ora a valutare tutti gli aspetti paesaggistici legati all’inquinamento e all’impatto ambientale. «Se realizzato – ha scritto la Destra in una nota di qualche giorno fa – l’approdo turistico porterà innumerevoli benefici a tutto il territorio». «Sarà un complesso assolutamente autonomo, efficiente ad emissioni zero di CO2 – confermano gli esponenti della Destra – Permetterà un miglioramento nel deflusso delle acque del fiume Marta con la risoluzione dei problemi di erosione del litorale di Tarquinia e con conseguente miglioramento paesaggistico di un’area compromessa dalla realizzazione degli argini a difesa del fiume stesso».
Già a metà settembre Storace e Buonasorte avevano illustrato l’idea di ricorrere ad una proposta di legge «di interpretazione autentica di norma urbanistica vigente», al fine di garantire la realizzazione del progetto, atteso in città ormai da anni. La notizia ha generato anche polemiche: tra Pdl e amministrazione Mazzola. Il Pdl ha accusato il Sindaco della città di immobilismo, ma Mazzola dal canto suo ha ribadito di credere nei numerosi vantaggi che porterebbe un porto turistico» per il quale, ha rimarcato, «l’amministrazione ha lavorato e sta lavorando senza sosta, contando di portare a termine l’iter procedurale e offrire ulteriori opportunità di sviluppo e crescita a Tarquinia».
«In tre anni – ha spiegato il primo cittadino Mazzola – abbiamo lavorato molto». A questo punto, vista la volontà unanime non resta che tirare fuori dal cassetto un progetto che nel 2004, in sede di firma del protoccolo dìintesa Comune-Regione venne definito storico: un porto da 43 ettari di estensione e mille posti barca per un costo di circa 50 milioni di euro.

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