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Porto turistico al palo: protesta dei trasportatori

FIUMICINO. Stamattina è stato occupato il cantiere. Appello alle istituzioni affinché prendano provvedimenti per sbloccare la situazione Pambianchi (Assonautica romana): «Clima di allerta». Biselli (Fli): «Non vogliamo che i cittadini rimangano prigionieri di una Guantanamo»

FIUMICINO. Stamattina è stato occupato il cantiere. Appello alle istituzioni affinché prendano provvedimenti per sbloccare la situazione Pambianchi (Assonautica romana): «Clima di allerta». Biselli (Fli): «Non vogliamo che i cittadini rimangano prigionieri di una Guantanamo»

FIUMICINO – Porto turistico al palo, protestano trasportatori e fornitori. La manifestazione si sta facendo ogni giorno più incisiva: stamattina i trasportatori hanno occupato il cantiere del porto turistico chiedendo alle istituzioni di intervenire per sbloccare la situazione. Sulla vicenda, che preoccupa cittadini e imprese locali, prende la parola il capogruppo di Futuro e libertà, Raffaello Biselli: «Crediamo nel progetto del porto turistico di Fiumicino, un volano occupazionale, economico, urbanistico e infrastrutturale per il nostro Comune. Non vogliamo entrare nel merito della questione che vede in questi giorni impegnati in una lunga trattativa Acqua Marcia, Sielt e i trasportatori in sciopero, ma non possiamo nemmeno rimanere inermi e nascondere la testa sotto la sabbia di fronte ai continui diktat che fino ad oggi non hanno portato a nessun risultato. Il nostro territorio ha bisogno di un porto turistico e non di una cattedrale nel deserto. Non vogliamo che i cittadini rimangano prigionieri di una Guantanamo, con recinzioni metalliche e divieti di ogni sorta. La realizzazione del progetto turistico legato al porto non può più essere procrastinata. Lo sviluppo occupazionale e infrastrutturale del nostro Comune non deve rimanere imbrigliato nelle controversie legali che vede impegnate Acqua Marcia, Sielt e Save». «È dunque necessario – esorta Biselli – che tutti gli enti, in primis Ministero e Regione Lazio, i quali hanno apposto la propria sigla sull’accordo di programma, e non solo il Comune di Fiumicino, si assumano le proprie responsabilità affinché gli accordi presi in sede di conferenza di servizi siano rispettati. Auspico un intervento della Regione Lazio, diretta interessata della vicenda e proprietaria delle aree nelle quali, speriamo, sarà realizzato il porto. Intervento che dovrà interessare sia i vertici istituzionale sia l’intera classe politica, di maggioranza e opposizione, che ha condiviso l’iter del porto turistico, approvato dalla giunta Marrazzo». Sulla qustione interviene anche il presidente dell’Assonautica Romana, Cesare Pambianchi che esorta a trovare una soluzione. «Quanto sta accadendo è preoccupante e genera un clima di allerta. Mi auguro che tutte le istituzioni competenti, a partire dall’Autorità portuale, insieme al sindaco di Fiumicino Canapini e alla Polverini riescano quanto prima a trovare una soluzione».
Ale.Ro.

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