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Premio Cardarelli, domani incontro con Dario Fertilio

TARQUINIA – Terzo appuntamento domani, sabato 17 ottobre, nella Sala Comunale di Tarquinia per gli INCONTRI CON L’AUTORE, organizzati nell’ambito del Premio Tarquinia-Cardarelli.
Come sempre alle ore 17, Massimo Onofri presenterà al pubblico di Tarquinia Dario Fertilio, giornalista e scrittore; è da poco uscito per Marsilio il suo ultimo libro Musica per lupi. Il più terribile atto carcerario nella Romania del dopoguerra. Dario Fertilio, giornalista per il “Corriere della Sera” è autore di diversi saggi e romanzi. I temi conduttori della sua opera sono la ribellione contro il potere ingiusto e l’autoritarismo, la libertà di comunicare, il coraggio di amare. Alcuni dei suoi libri sono dedicati al mondo degli intellettuali e alla comunicazione (Il Grande Cervello, Sugarco 1985, Le notizie del diavolo, Spirali 1994), altri ai valori e agli ideali (Il fantasma della libertà, Rubbettino 2000), altri ancora al dibattito delle idee (Arrembaggi e pensieri, conversazione con Enzo Bettiza, Rizzoli 2001). Nel romanzo surreale Teste a pera e teste a mela (Rubbettino, 2001) l’accento cade sugli aspetti assurdi e inumani insiti in ogni pretesa ideologica. Con l’editore Marsilio ha pubblicato La morte rossa. Storie di italiani vittime del comunismo (2004), La via del Che. Il mito di Ernesto Guevara e la sua ombra (2007) e il suo ultimo libro, Musica per lupi. Il più terribile atto carcerario nella Romania del dopoguerra (2010). Musica per lupi narra la storia del più orrendo esperimento carcerario condotto fra il 1949 e il 1952 in un carcere speciale di Pitesti, a nord di Bucarest. Le torture volte alla rieducazione di giovani oppositori del regime sfociarono in un culmine demoniaco senza precedenti, affine alle 120 giornate di Sodoma del marchese de Sade, poi riprese in un celebre film da Pasolini. L’idea di fondo era quella della “rieducazione” con il fine di creare “uomini nuovi”. Pitesti rappresenta qualcosa di imparagonabile e unico nella storia del Novecento: non l’annientamento ideologico e biologico come ad Auschwitz; non lo sterminio pratico e di massa come nei gulag sovietici; e neppure la rieducazione forzata e spietata come in Vietnam o Cambogia. Si tratta piuttosto di una tortura ininterrotta, attuata di giorno e di notte secondo regole precise, e concepita come un fine in se stesso. Anziché affidare l’esperimento a squadre di “scienziati” del tipo Mengele, venne deciso di lasciare carta bianca a un gruppo di detenuti guidati da Eugen Turcanu, in possesso di eccezionale acutezza mentale, prestanza fisica e capacità di leadership. Nel 1952, quando le prime notizie sull'”esperimento Pitesti” cominciarono a filtrare, per evitare uno scandalo vennero incriminati gli autori (Turcanu in testa): il processo sanzionò la pena di morte per i responsabili, senza toccare gli alti mandanti. Il segreto di Pitesti venne così gelosamente sepolto nella tomba di Turcanu, e ancor oggi (benché in Romania si stia cercando ora di girare un film sull’argomento) il tabù è intatto.
Gli Incontri con l’autore proseguiranno fino alla fine di novembre, portando a Tarquinia importanti scrittori, giornalisti o editori laziali di alta qualità e importanza nazionale.
Il prossimo appuntamento è per sabato 30 ottobre con lo scrittore Antonio Pennacchi e il suo Canale Mussolini, vincitore del “Premio Strega 2010”.

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