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Processione del Cristo risorto: nuove regole per gli ‘‘sparatori’’

Venerdì vertice in Commissariato. Le armi saranno disattivate e rese utilizzabili solo per lo sparo di cartucce con coriandoli. Ciò alla luce delle recenti disposizioni e dopo l’incidente dello scorso anno quando un bimba venne colpita all’occhio

Venerdì vertice in Commissariato. Le armi saranno disattivate e rese utilizzabili solo per lo sparo di cartucce con coriandoli. Ciò alla luce delle recenti disposizioni e dopo l’incidente dello scorso anno quando un bimba venne colpita all’occhio

TARQUINIA – Cambiamenti in vista per gli sparatori della processione del Cristo risorto. A fronte dell’incidente verificatosi lo scorso anno, quando una bambina è stata colpita ad un occhio dai coriandoli sparati con i fucili dei cacciatori e a fronte anche delle recenti disposizioni normative, era da tempo trapelata l’impossibilità di poter autorizzare, da parte del dirigente del commissariato di polizia, in qualità di autorità locale di pubblica sicurezza, gli spari in luogo pubblico durante la manifestazione del Cristo risorto che quest’anno si svolgerà il prossimo 4 aprile in occasione della Pasqua. Domani mattina si terrà in commissariato un incontro tra il vice questore aggiunto Riccardo Bartoli ed i rappresentanti dell’associazione, al fine di rappresentare le problematiche di natura giuridica e la possibile soluzione alle stesse. Tecnicamente le armi da caccia utilizzate negli anni passati saranno disattivate con regolare certificazione di tecnico abilitato e rese utilizzabili solo per lo sparo di cartucce inerti contenenti coriandoli, «così – assicura il dirigente del Commissariato – da poter convergere gli interessi scenici a quelli superiori di sicurezza pubblica». Non pare ci saranno problematiche da parte del gruppo di cacciatori che sfileranno alla processione. Secondo una prima verifica sembrano infatti predisposti ad accettare la nuova procedura ed anzi giudicano positivamente l’interessamento alla questione «che finalmente pare risolvere definitivamente la problematica di legalità della manifestazione».

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