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"Ecco le mie dimissioni da segretario del Circolo del Partito Democratico di Montalto di Castro e Pescia Romana"

Care democratiche e cari democratici,

Con questa lettera presento le mie dimissioni da segretario del Circolo del Partito Democratico di Montalto di Castro e Pescia Romana.

Cercherò di essere conciso e chiaro soprattutto nello spiegare le ragioni di questa scelta presa in un lampo, pur dopo lunghi mesi di dubbi, e che considero irrevocabile.

Fin dal primo momento in cui, in modo inaspettato e oltre le mie stesse convinzioni, si è prospettato per me questo incarico, ho inteso il mio ruolo squisitamente come servizio al mio Partito e al mio paese.
Credo che molti, forse tutti, potranno testimoniare che ho sempre preferito ascoltare che parlare, ritenendo essenziale cogliere le opinioni, ma anche gli stati d’animo, di quanti condividono con me il senso di appartenenza ad una comunità.
E con il massimo dell’umiltà ho suggerito a mia volta una visione della politica in cui valori e idee avessero la predominanza su interessi ed ambizioni, in cui un progetto di rinnovamento potendo radicarsi all’interno di una tradizione orgogliosa ma ormai non più sufficiente da sola ad affrontare le sfide di una società in cerca di una nuova e più forte identità culturale, sociale ed economica.

Questa visione, mio malgrado, non è riuscita ad oggi ad affermarsi.

Vedo al contrario protrarsi un istinto di conservazione e una logica di separazione tra i vari corpi del Partito; si assumono decisioni vitali per il futuro senza discussione, ci si estranea dal contesto politico e sociale per rinchiudersi in una cerchia sempre più ristretta e quindi sempre più povera di novità.

Probabilmente anche prima di palesare queste mie riflessioni non sono certo stato il migliore dei segretari possibili. Giovane (policamente) in un partito che non riesce ad esserlo, inesperto, poco “scafato”. Ho tuttavia cercato di fare del mio meglio e l’esperienza maturata in questi mesi mi ha arricchito enormemente sia sul piano politico e professionale, che su quello umano.
Devo ringraziare i dirigenti che mi hanno permesso di fare questa esperienza e che mi hanno accordato la loro fiducia in maniera, davvero, coraggiosa.
Ma proprio perché legato dal vincolo della gratitudine, non intendo rinnegare l’obbligo della sincerità nei loro confronti.
Il Partito Democratico può avere un senso, una “ragione sociale”, se saprà, con l’aiuto di tutti, trovare il coraggio di essere all’altezza del nome che si è voluto dare altrimenti, purtroppo, mancherà alle premesse e alle promesse in cui tanti, io per primo, abbiamo creduto.

Coordinatore PD
Claudio Marrocchi

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