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"Holding, nessuna richiesta all'Autorità competente"

La denuncia del movimento politico Freedom

La denuncia del movimento politico Freedom

CIVITAVECCHIA – “Aperta violazione della legge 133 del 2008. Nessuna richiesta di verifica all’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato. Questi i nodi alla base del “pasticcio” combinato da Moscherini sui servizi pubblici locali”. La denuncia arriva ancora una volta dal movimento Freedom, con il coordinatore politico Fabiana Attig che ha contestato l’approvazione, in Consiglio Comunale, della delibera sulla privatizzazione dei servizi pubblici “senza che vi fosse stato un preventivo confronto con la cittadinanza o con le organizzazioni sindacali. Nello stesso atto – ha spiegato – veniva fissato il criterio di mettere ben il 60% dei servizi a gara, tra cui la privatizzazione anche dell’acqua. Ciò vuol significare che il Palazzo del Pincio diverrà socio di minoranza con il 40%, tradotto, la parte pubblica non avrà più voce in capitolo sulla gestione dei servizi. Unico caso in Italia”. Freedom ha poi ricostruito tutto l’itr che ha portato all’approvazione del 2 agosto scorso, arrivando a denunciare i provvedimenti adottati dall’amministrazione, le date e l’applicazione della legge. “Con la deliberazione del consiglio comunale Luglio 2008, semplice atto di indirizzo sul riassetto dei servizi pubblici, il Comune manifestava la volontà di trasferire all’interno di Hcs srl molti servizi, come ad esempio le farmacie comunali, una parte consistente dei servizi sociali, il Consorzio idrico del Mignone, igiene ambientale, rifiuti e non ultimo trasporto e mobilità – ha spiegato Attig – in seguito con provvedimenti di giunta il sindaco disponeva l’insediamenti dei vari Cda. Ma per completare l’opera e fissare lo start up definitivo della Hcs srl, bisognava inserire l’altro Consorzio idrico il Medio Tirreno, appena definita la sua messa in liquidazione. Ecco dunque che arriviamo alla famosa deliberazione del 2 agosto 2010, completa di tutti i passaggi e con la precisa volontà politica di cedere delle azioni fino alla concorrenza del 60%. Il 10 Ottobre 2008 finalmente viene registrata la Hcs srl., però tre mesi dopo lo stop imposto dalla legge. Infatti l’Art. 23-bis della legge 133/2008 entrata in vigore il 6 Agosto 2008 – Servizi pubblici locali di rilevanza economica – al comma 9 obbliga le amministrazione ad attenersi a regole ben diverse da quelle applicate da Moscherini. Esattamente la legge detta che: “I soggetti titolari della gestione di servizi pubblici locali ( Etruria, Etm) non affidati mediante le procedure competitive di cui al comma 2, (mediante gare d’appalto ad evidenza pubblica) nonché i soggetti cui e’ affidata la gestione delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni patrimoniali degli enti locali (HCS), qualora separate dall’attività di erogazione dei servizi, non possono acquisire la gestione di servizi ulteriori ovvero in ambiti territoriali diversi, ne’ svolgere servizi o attività per altri enti pubblici o privati, ne’ direttamente, ne’ tramite loro controllanti o altre società che siano da essi controllate o partecipate, ne’ partecipando a gare. I soggetti affidatari diretti di servizi pubblici locali possono comunque concorrere alla prima gara svolta per l’affidamento, mediante procedura competitiva ad evidenza pubblica, dello specifico servizio già a loro affidato. In ogni caso, entro la data del 31 dicembre 2010, per l’affidamento dei servizi si procede mediante procedura competitiva ad evidenza pubblica”. In più, a peggiorare la situazione, c’è il fatto che il Comune non ha richiesto, come prevede il comma 4 del medesimo art. 23-bis della legge, il parere alla Autorità garante della Concorrenza e del Mercato. La norma così recita, in modo chiarissimo: l’ente affidante deve dare adeguata pubblicità alla scelta, motivandola in base ad un’analisi del mercato e contestualmente trasmettere una relazione contenente gli esiti della predetta verifica all’Autorità garante della concorrenza e del mercato e alle autorità di regolazione del settore, ove costituite, per l’espressione di un parere sui profili di competenza da rendere entro sessanta giorni dalla ricezione della predetta relazione. Tutto ciò sta a significare che tutti i passaggi dei servizi o beni patrimoniali avvenuti, dopo l’entrata in vigore della Legge 133/2008, non sono validi, in quanto non si è proceduto ad una gara di evidenza pubblica. E stando alle date sopra indicate siamo decisamente fuori. Dunque? Moscherini ha sperperato in appena due anni circa 1 milione di euro di denaro pubblico per pagare gli stipendi agli inutili e illegittimi consigli d’amministrazione. Questa è all’ennesima figuraccia dell’incompetente, figuraccia che però sta generando un danno erariale e patrimoniale difficilmente sanabile.
Il silenzio clamorosamente calato su tutta questa vicenda giova solo: all’ex reuccio del porto, che va avanti imperterrito nella sua follia devastatrice della città. Possibile che nessuno intervenga? Possibile che la svendita totale dei servizi comunali, la conseguente messa a rischio di posti di lavoro, la illegittimità di tante delibere, non preoccupino nessuno? Civitavecchia si è ormai addormentata? O ha perso la fiducia di lottare per un futuro migliore? La legge non è uguale per tutti”.

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