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"I lavori della trincea rallentati dal terremoto"

PARCHEGGIOCIVITAVECCHIA – Ore ed ore a cercare un parcheggio per la propria auto in centro. E’ l’odissea che deve affrontare quotidianamente chi vuole recarsi dalle parti del mercato e del viale, per lavoro o per piacere.
Una parte della Marina è chiusa al traffico per ospitare la manifestazione degli stuntman in programma da domani e fino al 16 aprile prossimo, promossa dall’assessorato al commercio del Pincio.
Il sottopassaggio ferroviario è ancora in via di definizione e non permette quindi ai pendolari di poter usufruire delle aree a ridosso di via Bramante.
Inoltre non vedono ancora luce quelle che avrebbero dovuto rappresentare le aree di sosta alternative in questo periodo non certo facile, valvole di sfogo per i civitavecchiesi: il bricchetto e soprattutto l’area di trincea ferroviaria alle spalle del Pincio.
Il 19 marzo scorso, infatti, si era svolta una conferenza stampa direttamente sulla trincea nel corso della quale l’assessore ai lavori pubblici Enrico Zappacosta aveva assicurato che nel giro di qualche giorno si sarebbe consegnato un nuovo parcheggio ai civitavecchiesi. Certo provvisorio e di servizio, ma da oltre 150 posti soltanto per le auto. Si era parlato di una barriera in altezza per evitare l’ingresso ai mezzi pesanti, della realizzazione della rampa per i disabili e delle scalette su via Crispi.
Ad oggi però, dopo diverse settimane, la zona è ancora un cantiere. Oggi le poche dichiarazioni dello stesso assessore Zappacosta per spiegare i ritardi nella consegna della copertura di trincea ferroviaria di via Crispi. «Purtroppo il terremoto di questi giorni – ha chiarito – non ha permesso ai mezzi pesanti dell’impresa che sta eseguendo i lavori, di consegnare i materiali indispensabili alla chiusura del cantiere. Infatti l’impresa proviene dall’Abruzzo ed in questi giorni l’autostrada è stata bloccata ai mezzi pesanti, per permettere soltanto il transito dei mezzi di soccorso per le popolazioni terremotate». Intanto c’è chi, come la lista civica Ambiente e Lavoro, portavoce di un malumore generale, si chiede se non sarebbe stato più opportuno, proprio in virtù della carenza di aree di sosta, collocare lo spettacolo in zona industriale o nell’area di Fiumaretta.

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