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"I Prusst avrebbero risollevato l'occupazione"

CIVITAVECCHIA – L’esponente socialista Riccetti torna alla carica interrogando nuovamente il Comune sul Prusst, un progetto che secondo la Riccetti avrebbe potuto risollevare le sorti programmatiche ed occupazionali civitavecchiesi: «Civitavecchia sta vivendo un periodo di oscurantismo e decadimento politico, economico e sociale. La scarsa trasparenza e il disordine nell’azione amministrativa stanno polverizzando le ultime possibilità di indirizzare lo sviluppo programmatico della città verso forme alternative alla filiera energetica-rifiuti».
L’attacco della Riccetti in una lunghissima nota non è rivolto solo all’attuale giunta: «Dall’analisi degli atti del Prusst e dal controllo contabile sulla gestione dei fondi erogati dal Ministero delle infrastrutture al Comune di Civitavecchia capofila, emerge in modo evidente la incapacità della classe politica dirigente dell’ultimo decennio di amministrare questa Città».
L’ex candidata alle provinciali socialista sottolinea anche le cifre che il Comune avrebbe potuto e non ha voluto sfruttare con dati della Corte dei Conti: «Complessivamente, il totale impegnato ed erogato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti è stato di euro 5.829.417,82. La somma utilizzata per gli interventi dal comune di Civitavecchia, a tutt’oggi, è pari al 9% (507.039,18) sul totale assegnato. Peggio di Civitavecchia ha fatto solo il Comune di Palermo. La Giunta del fare al suo insediamento ha abdicato il ruolo di capofila e di fatto ha deciso di non fare pur disponendo di risorse finanziarie ingenti per il rilancio dell’economia di un intero comprensorio interregionale.» La Riccetti conclude la sua nota con una richiesta alla giunta del fare: «La responsabilità politica che emerge dal deliberato della Corte dei Conti permane in tutta la sua gravità. Dopo un decennio di silenzi questa maggioranza ha il dovere politico di rendicontare alla città lo stato del Prusst in termini di avanzamento dei progetti e di uso delle risorse perché non siamo più disposti ad ipotecare il nostro futuro ed il nostro sviluppo per un piatto di carbone».

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