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"Il cementificio produrrà polveri"

La preoccupazione del dottor Enrico Piroli, primario del reparto di Medicina, che sta organizzando una giornata di studio sull'argomento

La preoccupazione del dottor Enrico Piroli, primario del reparto di Medicina, che sta organizzando una giornata di studio sull'argomento

TARQUINIA – Lettera aperta al Sindaco da parte del dottor Enrico Piroli, primario del Reparto di medicina dell’ospedale di Tarquinia. «Le scrivo da medico – dice il dottor Piroli – perché è mio dovere ‘‘curare’’ chi si ammala in questo territorio, ma lo è ancora di più ‘‘prevenire’’ ed ‘‘impedire “ che ciò accada. All’ordine del giorno dell’ultimo consiglio comunale, c’era una delibera riguardante l’installazione di un cementificio sul territorio di Tarquinia; che sia stata ritirata non è rassicurante, essendo prossima una tornata elettorale molto importante; ma se una delibera è all’ordine del giorno di un consiglio comunale è perché un consiglio di maggioranza l’ha discussa e approvata; c’è cioè una volontà della maggioranza favorevole al cementificio: e questo mi preoccupa. E la preoccupazione diventa inquietudine profonda quando mi accorgo che non si ha il coraggio di chiamare “ cementificio “ ,  uno stabilimento che produce soltanto ‘‘cemento’’. Per questa preoccupazione ed inquietudine vorrei illustrare a Lei, ma soprattutto ai cittadini quali effetti sulla salute può avere un cementificio. E’ vero che il cementificio che si costruirà a Tarquinia non ha l’alto forno per la produzione di clinker; produrrà infatti, come recitano sia la relazione generale che lo studio ambientale allegato alla delibera, “ soltanto “ polveri. Vorrei che non io, ma che siano i sacri testi della Medicina a definire cosa sono le polveri: “Il particolato atmosferico (le Polveri) riveste, in assoluto, l’importanza di gran lunga maggiore tra i diversi inquinanti atmosferici potendo esercitare numerosi e gravi effetti di danno sulla salute umana per la grande varietà di principi tossici che può contenere.…L’origine prevalente delle polveri aereodisperse, è in massima parte da ascrivere a particolari processi di produzione industriale: cementifici, fonderie….” Le particelle più piccole, da 0,1 – 5 micron, sono dette la “frazione respirabile “perché raggiunge gli alveoli polmonari e da qui passa direttamente nel sangue; contribuisce così alla genesi dei tre tipi di patologia tipiche dell’inquinamento atmosferico: le broncopneumopatie cronico ostruttive, tumori maligni (particolarmente polmonari ) , malattie cardiovascolari (infarti, ictus ). Lo studio ambientale legato al progetto asserisce che non verrà superato il limite di emissione massima consentita ( 50 mg/Nm³ ). E qui è il cuore del problema. Perché, dato ma non concesso, che il limite di emissione massima consentita fosse rassicurante, lo sarebbe soltanto in un contesto in cui non ci fossero altre fonti inquinanti. Difatti prese singolarmente, “ in teoria “ non superano questi limiti né la centrale di Montalto né le centrali Tor re Valdaliga Nord e Sud., né i gas delle navi del porto di Civitavecchia, ma essendo tutte concentrate in questa unica area i loro effetti “ si sommano “ e diventano una “ mostruosità inquinante “che produce invalidità e morte. La presenza di un cementificio con il suo carico inquinante, allontana inoltre altre attività industriali compatibili con il contesto antropico prettamente agricolo della nostra città. Ben venga un’attività industriale a Tarquinia; senza dimenticare però la sua vera vocazione, che è e deve rimanere essenzialmente agricola e turistica e dobbiamo impedire ogni contaminazione. Sto contattando i Medici della nostra area per organizzare (come fece, con esito positivo, l’amministrazione di cui io e lei facevamo parte quando si stava programmando un inceneritore a Tarquinia) una giornata di studio sull’argomento, in maniera di far capire ai nostri concittadini con chiarezza scientifica e medica i gravi pericoli cui vanno incontro; e dare così un contributo alla preventiva difesa della loro salute».

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