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"Il comitato dei cittadini liberi è l'unico soggetto attivo nella difesa della salute"

Il movimento no coke di Santa Marinella stigmatizza la bocciatura da parte del ministero dell'Ambiente dell'osservatorio costituito dai comuni di Civitavecchia, Tarquinia, Santa Marinella, Allumiere e Tolfa, finanziato dall'Enel

Il movimento no coke di Santa Marinella stigmatizza la bocciatura da parte del ministero dell'Ambiente dell'osservatorio costituito dai comuni di Civitavecchia, Tarquinia, Santa Marinella, Allumiere e Tolfa, finanziato dall'Enel

SANTA MARINELLA – Il movimento no coke Alto Lazio di S. Marinella  stigmatizza la bocciatura da parte del ministero dell’Ambiente dell’osservatorio ambientale voluto dai sindaci del comprensorio e finanziato dall’Enel, elogiando invece il lavoro del comitato dei cittadini liberi di Tarquinia che hanno avviato il monitoraggio autonomo dell’aria ottenendo già i primi risultati. “Il 31 luglio 2010 il Comitato dei cittadini liberi di Tarquinia ha reso noti i risultati del monitoraggio autonomo sulla salubrità dell’aria, finanziato da migliaia di sottoscrittori volontari dell’intero comprensorio (qualcuno ricorderà i vouchers di 5 €) – ricorda il comitato santamarinellese – vista l’inerzia assoluta del tanto sbandierato Osservatorio ambientale, costituitosi in pompa magna nel dicembre del 2009. Non è stata data però altrettanta risonanza alla notizia che nel febbraio 2010 il ministero dell’Ambiente ha bocciato il suddetto Osservatorio, costituito dai cinque sindaci interessati ai finanziamenti “compensativi” dell’azione inquinante di Enel (Civitavecchia, S. Marinella, Tarquinia, Allumiere, Tolfa). La bocciatura (tardiva) ebbe sostanzialmente due motivazioni: b) l’Osservatorio non comprendeva tutti i soggetti individuati dal decreto VIA; b) l’Osservatorio non può essere finanziato dai soldi dell’inquinatore ma dovrebbe essere finanziato dallo stesso ministero dell’Ambiente. Nessuno dei Sindaci ha sentito il dovere di dare la notizia ai propri cittadini. A Marzo del 2010 nella biblioteca di S. Marinella è stato proiettato il video (anonimo) sulla discarica (abusiva) di rifiuti pericolosi attorno alla centrale di Civitavecchia e sui giacimenti a cielo aperto delle ceneri residue delle combustioni. Il presidente del Consiglio Comunale Rossanese impegnò in quell’occasione la Giunta a rendere note, entro due mesi, le osservazioni dell’Osservatorio Ambientale, nel quale il dottor Gasparri rappresenta il Comune di S. Marinella”. “Nel frattempo – spiega il movimento santamarinellese –  il Comitato dei cittadini liberi di Tarquinia ha promosso la sottoscrizione volontaria per dare vita ad un monitoraggio autonomo, i cui risultati sono stati resi noti il 31 luglio 2010. Il comunicato recita quanto segue: “”Il monitoraggio autonomo dell’aria pagato dai cittadini di Tarquinia ha evidenziato livelli d’inquinamento insopportabili per una popolazione già segnata da una situazione sanitaria poco invidiabile. Tra gli aspetti critici rilevati figurano le concentrazioni di polveri sottili. La normativa vigente fissa una soglia massima media annua di 20 microgrammi di polveri per metro cubo d’aria. Il valore rilevato nei 21 giorni di campagna di monitoraggio autonomo nelle postazioni di Tarquinia, Santa Marinella e Civitavecchia è stato mediamente più alto del 50% ed ha raggiunto almeno una volta in ciascuna località l’ulteriore valore soglia di 50 microgrammi per metro cubo. La relazione peritale ha evidenziato bassi livelli di sostanze marker del traffico veicolare (ossido di azoto e monossido di carbonio), aumentando di fatto la responsabilità a carico delle centrali termoelettriche. Una copia della relazione è stata depositata il 14 luglio al ministero dell’Ambiente, durante l’audizione della Conferenza dei Servizi che deciderà i limiti emissivi della centrale di Torre Valdaliga Sud; il Comitato dei Cittadini Liberi di Tarquinia era presente a rivendicare che ogni licenza rilasciata per inquinare l’aria che si respira da queste parti deve considerare l’effetto cumulato delle fonti che emettono sostanze tossiche”. “Il Comitato di Tarquinia è – dice chiaro il movimento no coke – di fatto, l’unico soggetto attivo nella difesa della salute dei cittadini; dell’Osservatorio ambientale si sono infatti definitivamente perse le tracce”.

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