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"Il consiglio si riappropri del suo ruolo"

CIVITAVECCHIA – «Cosa sta diventando Civitavecchia? Quale terribile mostro infame la sta possedendo, riducendola a mera terra di invasioni barbariche e terreno di conquista per avvoltoi e speculatori senza scrupoli?». Se lo domanda Sinistra ecologia libertà in una lettera indirizzata al presidente del consiglio comunale Francesco Cappellani: «Ci chiediamo che fine abbia fatto il consiglio comunale da lei presieduto nella nostra città. A fronte della drammatica situazione in cui versa Civitavecchia – dichiara Sel – pensiamo che la massima assise cittadina abbia il dovere di essere presente, di offrire possibilità ai nostri delegati eletti e ai cittadini in primis di essere protagonisti e partecipi delle problematiche e delle tante contraddizioni che attanagliano la quotidianità di ciascuno di noi». Il partito si appella a Cappellani: «Siamo nel momento più buio della vita politica, sociale ed economica del nostro territorio dal dopoguerra ad oggi – si legge nella lettera – non è attraverso l’esautorazione del consiglio comunale che noi potremmo uscire da questa crisi». Parla di un problema culturale legato alla città: «Non c’è più una precisa identità che unisca i civitavecchiesi, non c’è senso di appartenenza, non c’è più quell’indignazione e quella volontà di rendere pubbliche ingiustizie e soprusi». Sinistra ecologia libertà contesta «la monarchia assoluta» e il fatto che dall’inizio dell’anno sarebbero state convocate solo cinque sedute del consiglio comunale, per giunta in orari inaccessibili ai cittadini e in un clima di disinteresse: «In questo modo viene meno il ruolo di indirizzo e controllo per cui i consiglieri sono stati scelti dal popolo».

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