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"Il crocefisso non è mai stato un problema"

I dirigenti scolastici intervengono dopo il no della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo. Zeno e Guida non intendono toglierli dai muri, Tinti lascia massima discrezionalità a studenti e docenti. La politica attacca Moscherini. Pascale: «Il Sindaco deve rappresentare tutti al di là delle convinzioni religiose» 

I dirigenti scolastici intervengono dopo il no della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo. Zeno e Guida non intendono toglierli dai muri, Tinti lascia massima discrezionalità a studenti e docenti. La politica attacca Moscherini. Pascale: «Il Sindaco deve rappresentare tutti al di là delle convinzioni religiose» 

CIVITAVECCHIA – Rimarrà a Civitavecchia il crocefisso nelle scuole? Secondo il sindaco Gianni Moscherini non c’è dubbio, resteranno appesi alle pareti, come proporrà una ordinanza ad hoc che verrà emanata a breve. Lo ha confermato nel corso della festa dell’Unità di Italia e della Forze Armate, celebrata mercoledì a piazzale degli Eroi, quando ha sottolineato la necessità di seguire valori importanti come Dio, patria e famiglia. Il no della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo al crocefisso nelle scuole non è piaciuto al primo cittadino, né tanto meno alla maggior parte dei dirigenti scolastici degli istituti locali. «Abbiamo crocefissi in ogni aula e in tutti gli uffici – ha spiegato il preside dell’Itis Marconi Mario Guida – è stato sempre accettato da tutti e non abbiamo mai avuto problemi in tal senso, anche perché il 98% degli alunni si avvale dell’insegnamento della religione cattolica. Se verrà lasciato a discrezione dei dirigenti, rimarrà nelle aule». Alla stessa maniera la pensa anche il dirigente scolastico del liceo scientifico ‘‘Galilei’’, Maria Zeno. «Non ci vedo nulla di male – ha aggiunto – anzi mi sorprende una simile decisione in un’Europa che di problemi ne ha ben altri. Il crocefisso è da sempre un segno di accoglienza, non di esclusione, un segno di pace e non di crociata: nella mia lunga carriera mi sono confrontata con studenti atei o di altre religioni, ma nessuno ha mai posto il problema. Oggi non ho fatto nulla per rimuoverlo dalle aule e nulla farò, a meno che non arrivino direttive superiori che, da buon funzionario, dovrò rispettare». E’ stato invece il preside dell’IIS Viale Adige Stefania Tinti a sottolineare come non sia necessaria, comunque, la presenza dei crocefissi nelle scuole. «Potrebbero essere ospitati anche simboli di altre religioni e noi, scuola pubblica e laica, non poniamo limiti – ha spiegato – ho classi dove ci sono, altre dove sono stati tolti, per la volontà di studenti e docenti. Ma credo che questi problemi distolgano soltanto l’attenzione da quelli veri delle scuole, come gli scarsi finanziamenti che non permettono una didattica serena ed efficace». Anche la politica è scesa in campo, con la socialista Cristina Riccetti che ha suggerito come a scegliere sulla presenza o meno del crocefisso in aula siano gli studenti e i genitori, «in ragione – spiega – dei componenti della classe, nel rispetto dell’appartenenza di altri studenti ad altra fede». Il coordinatore regionale dei Radicali di Sinistra Mario Michele Pascale, invece, rivolgendosi a Moscherini, sottolinea che «fare il sindaco vuol dire rappresentare tutti al di là delle convinzioni religiose. Un buon sindaco – ha aggiunto – dovrebbe rappresentare tutti, non solo i cristiani e, soprattutto rispettare le sentenze della magistratura».

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