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"La città ha bisogno di uno scatto d'orgoglio"

L'intervento del parlamentare del Pd Pietro Tidei

L'intervento del parlamentare del Pd Pietro Tidei

CIVITAVECCHIA – Si appella alle associazioni, ai movimenti, ai comitati di quartiere, ai comitati spontanei, ai cittadini tutti “affinché – ha spiegato – rialzino la testa e si riapproprino della loro voce e del loro diritto di partecipazione alla vita pubblica; affinché si torni a discutere, a confrontarsi, magari anche a scontrarsi sui progetti di crescita e sviluppo della città, ma si riesca nuovamente a farlo, proponendo idee, obiezioni, proposte e soluzioni. Non è accettabile che questa città venga imbavagliata. Ottenere la maggioranza alle elezioni non può significare ridurre al silenzio gli elettori”.  Ne è convinto il parlamentare del Pd Pietro Tidei che auspica uno scatto d’orgoglio da parte dei civitavecchiesi, “per risollevarsi – ha aggiunto – dalla profonda crisi politica, economica e sociale in cui è piombata. E i civitavecchiesi, di qualunque estrazione politica, devono poter tornare a far valere la loro voce. E’ ormai evidente, dopo tre anni e mezzo di mandato, che l’amministrazione Moscherini si è distinta sicuramente per il “non fare”, ribaltando clamorosamente quella promessa megafonata nel 2007 in campagna elettorale. I problemi irrisolti, e in alcuni casi addirittura accresciuti, sono sotto gli occhi di tutti: emergenza idrica che si ripete ad ogni estate, tariffa dei rifiuti schizzata alla stelle, sporcizia imperante in ogni angolo della città, raccolta differenziata inesistente, mare inquinato, periferie abbandonate, strade dissestate, disoccupazione galoppante, soprattutto a livello giovanile. Questo a dimostrazione che manca totalmente un progetto di sviluppo della città che viene costantemente illusa con promesse di grandi opere e progetti faraonici che non vedranno mai la luce o di cui si è persa traccia. Basti citare il cinema Multisala per proporre un eclatante esempio dell’approssimazione e dell’incapacità di questa Giunta”. E secondo Tidei, oltre a questo c’è anche un discorso di legalità e correttezza degli atti amministrativi da non sottovalutare. L’esempio eclatante è rappresentato dalla “politica urbanistica attuata dal Sindaco e dai suoi accoliti e sfociata – ha sottolineato – in sequestri, indagini e casi di abusivismo in tutta la città, che si vorrebbe impunemente affogata sotto una colata di cemento per ricompensare magari qualche generoso sostenitore dell’ultima campagna elettorale. A tutto ciò fanno poi da corollario le offese gratuite a cui il Sindaco ha abituato la cittadinanza nei confronti di chiunque osi contraddire o solamente criticare le sue scelte: opposizione, stampa, magistratura e finanche i suoi stessi consiglieri di maggioranza, ridotti al rango di semplici passacarte. Per non parlare di quei consiglieri di minoranza “invogliati” a transitare nelle fila della maggioranza attraverso oscure trattative. Tuttavia quello che più mi preoccupa, da Sindaco che ha amministrato per sette anni questa città, è l’ormai assoluta assenza di discussione e dialogo con le forze politiche e la cittadinanza; la sistematica esclusione di qualsiasi referente nelle scelte amministrative da adottare; l’assoluta autoreferenzialità nel decidere quali provvedimenti assumere. Tutto è deciso dal Sindaco e da pochissimi amici nelle segrete stanze. E la città, lo dico con profonda inquietudine, si sta rassegnando e abituando a questa inaccettabile logica. Non esiste più confronto e dibattito pubblico, non esistono più incontri con i cittadini, non esistono più Consigli comunali aperti né assemblee di quartiere. Niente di niente”. 

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