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"Laurenti, perchè non si organizza la turnazione?"

CIVITAVECCHIA – Questo venerdì ero al fianco dei genitori alla riunione tenuta del Sindaco di Civitavecchia.
(Comprendo che le dimissioni onorevoli dell’ass.re Bassetti rappresentano un episodio politico significativo ma non perdiamo di vista il problema)
In quella riunione speravo, come speravano i genitori dei bimbi della Laurenti, di venire finalmente a conoscere questa benedetta data di riapertura … speranza vana la mia: ancora non siamo riusciti a saperla, ma il Sindaco si è impegnato a comunicarla entro Lunedì, massimo martedì e io “mi faccio un nodo al fazzoletto” e tornerò a chiedere conto al Sindaco di questa nuova promessa.
Perchè sono preoccupato di questa decisione del Sindaco? Un paio di chiarimenti sono necessari prima che le dimissioni dell’Assessore Bassetti trasformino questo caso sociale in un caso politico, allontanando i riflettori dai bimbi per portarli sui politici e sugli schieramenti:
Non capisco, e vorrei veramente capire, perché il Sindaco si è così ancorato a questa posizione dato che, non è solo quel plesso a non godere di questa certificazione, ma anche altri nel Comune, che continuano ad operare perché sono al servizio del cittadino ed i servizi devono essere resi, nonostante la burocrazia.
Sembra infatti che nemmeno la scuola dove sono adesso ospitati i bambini goda di questa certificazione: è più sicura solo perché non l’ha autorizzata questo Sindaco?
Ritenevo che la “politica del fare” fosse basata proprio sul prendere in mano le situazioni “impantanate” dalla burocrazia, le inefficienze varie di questo Comune e portarle a soluzione… perché nel caso della Laurenti sembra voglia fare il contrario? Non capisco e perciò, umilmente ma con forza, chiedo!
Un po’ di normativa:
Ma cos’è questa certificazione? Riguarda le condizioni di sicurezza per la prevenzione incendi e deve essere rinnovata periodicamente. Dove sorge il problema? Nelle tempistiche! Il D.P.R. 12/01/1998 nr 37 prevede la presentazione di una domanda al Comando dei VV.FF. al termine dei lavori. Dalla presentazione della domanda il comando dei VV.FF. deve effettuare il sopralluogo entro 90 giorni, prorogabili di altri 45. Effettuato questo sopralluogo entro ulteriori 15 giorni il comando dei VV.FF. rilascia la certificazione. Totale, nel peggiore dei casi: 150 giorni! Può essere evitata quest’attesa? Ebbene si! E a norma di legge!
Continuando a leggere, nello stesso articolo, si legge, al comma 5: “l’interessato, in attesa del sopralluogo, può presentare al comando una dichiarazione, corredata da certificazioni di conformità dei lavori eseguiti al progetto approvato, con la quale attesta che sono state rispettate le prescrizioni vigenti in materia di sicurezza antincendio … Il comando rilascia all’interessato contestuale ricevuta dell’avvenuta presentazione della dichiarazione che costituisce, ai soli fini antincendio, autorizzazione provvisoria all’esercizio dell’attività.”.
Sembrerebbe quindi che una semplice dichiarazione del Sindaco potrebbe porre fine all’Odissea di questi bimbi, dichiarazione che normalmente imprenditori, interessati al funzionamento della loro attività, sottoscrivono. Come mai il nostro Sindaco non la sottoscrive?
Mi ripeto: Non capisco e perciò, umilmente ma con forza, chiedo!
Lungi da me però voler forzare la mano al Sindaco: se non se la sente di sottoscrivere questa dichiarazione e preferisce far continuare il via-vai di bimbi in pullman non idonei avrà i suoi motivi. Io preferisco essere propositivo: Leggo infatti sul Decreto ministeriale Interno 16 febbraio 1982, al punto 85, che sono obbligate a questa certificazione le “Scuole di ogni ordine, grado e tipo, collegi, accademie e simili per oltre 100 persone presenti”.
Essendo i bambini circa 140 non si potrebbe organizzare una turnazione di, diciamo, 90 bimbi, cioè 3 classi, in attesa di questa certificazione in maniera che meno alunni debbano subire i disagi del trasferimento in pullman? Magari una turnazione mensile!?
Giro questa proposta al Preside, ai genitori e a Lei Sindaco, potrebbe essere una soluzione che non l’obbliga a dichiarare che una ditta scelta dalla sua amministrazione ha fatto un buon lavoro, cosa che non vuole fare, e permetterebbe anche alla cittadinanza di risparmiare la metà della spesa per il trasbordo dei bimbi e alle famiglie metà del disagio. L’unica a rimetterci sarebbe la ditta che garantisce il trasporto che guadagnerebbe al metà di quanto guadagna ora, ma non credo che sia questo il problema … o forse il nodo della questione è proprio questo?

Vittorio Petrelli

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