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"Le cause dell'incidente vanno cercate altrove"

INCIDENTECIVITAVECCHIA – «Siamo certi che dalle verifiche non verrà trovato nulla di particolare relativo alla notte dell’incidente. Anche se venisse riscontrata la presenza di qualche sostanza stupefacente o alcolica sarebbe difficile confermarne l’esatto momento dell’assunzione. Le cause allora vanno cercate altrove: nello stesso colpo di sonno, nella scarsa sicurezza della strada, oppure in una sbandata causata dall’asfalto reso sdrucciolevole dalla pioggia». Enrico Baldassari, l’avvocato difensore di Yuri Capparella, il diciannovenne unico sopravvisuto al tragico incidente stradale del mese scorso, quando persero la vita Gianmarco Coccioloni, Gianni Siena, Daniele ed Indra Mercuri, chiarisce la propria posizione, alla luce della richiesta di incidente probatorio formulata ieri dal sostituto procuratore Margherita Pinto al gip sull’analisi dei flaconi di sangue ed urine per accertare la presenza o meno di sostanze alcoliche o stupefacenti nel sangue, bloccando di fatto la possibilità di eseguire, come aveva inizialmente chiesto, un accertamento tecnico irripetibile. Intanto si svolgerà lunedì prossimo, 2 febbraio, l’udienza al Tribunale del Riesame di Roma per verificare la legittimità del sequestro dei campioni di sangue ed urina messa in discussione dallo stesso avvocato Baldassari, il quale aveva parlato del mancato consenso dello stesso Capparella, ancora in coma e in prognosi riservata, e delle troppe ore trascorse dal prelievo al sequestro dei flaconi.

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