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"Lollobrigida si dimetta"

Lo chiedono Alessio De Sio, Aldo De Marco e Sandro Scotti. Il coordinatore provinciale del Pdl: "Se non sono d'accordo con questa linea cambino partito". Moscherini: "Sono i soliti fannulloni"

Lo chiedono Alessio De Sio, Aldo De Marco e Sandro Scotti. Il coordinatore provinciale del Pdl: "Se non sono d'accordo con questa linea cambino partito". Moscherini: "Sono i soliti fannulloni"

CIVITAVECCHIA – «Incompatibilità causata dal doppio incarico, quello di coordinatore provinciale del Pdl e assessore regionale ai Trasporti. Interessata subalternità alla politica nefasta di Moscherini. Conseguente incapacità di gestire il partito a livello locale, tanto che a Civitavecchia la Polverini ha preso una sonora batosta dalla Bonino. Un’occasione, una volta dimessosi, per avere più tempo a disposizione da dedicare ai problemi dei pendolari dimostrandosi così più amico di Civitavecchia». Sono queste le motivazioni secondo le quali Francesco Lollobrigida dovrebbe dimettersi da coordinatore provinciale del partito, secondo Alessio De Sio, Aldo De Marco e Sandro Scotti. Ad un mese dal quarto rimpasto operato dal sindaco Moscherini, i tre spiegano che «la cacciata di alcuni assessori non è stata voluta soltanto da un sindaco ormai alla deriva ma – hanno chiarito – è stata avallata addirittura dal coordinatore provinciale del Pdl. È questa l’unica spiegazione all’assordante silenzio di Lollobrigida alle reiterate richieste di commissariamento». De Sio, De Marco e Scotti puntano il dito contro il coordinatore provinciale accusandolo di essere ormai prigioniero dello stesso Moscherini vero colpevole, quest’ultimo, del disastro del Pdl «in una città dove – hanno aggiunto – è grave e ripetuta delegittimazione del ruolo dei partiti, in modo particolare del PdL. E’ deprimente assistere alla distruzione dell’area di centrodestra ad opera di chi non è di Civitavecchia, ma si professa, come fa Lollobrigida, amico dei civitavecchiesi». Poi tornano a chiedere il numero di tessera del Pdl al sindaco Moscherini e si appellano al coordinatore regionale Piso. «Scenda in campo e faccia proprie le tesi del suo vicario, Alfredo Pallone – aggiungono – oppure abbia il coraggio di smentirlo».
Immediata la replica dello stesso Lollobrigida. «Il Pdl è un partito che ha una gerarchia e delle regole – ha spiegato – il coordinatore provinciale è uno. Se qualcuno non è d’accordo con la sua linea può cambiare partito. Abbiamo chiesto al coordinatore regionale e al vicario da più di un mese una riunione per parlare anche e soprattutto di Civitavecchia. Questa riunione non è stata mai convocata. Se chi ha fallito elettoralmente pensa che che possano esserci partiti che rispecchiano di più le proprie idee lo facciano, ma la smettano di parlare sui giornali imbarazzando, per quanto hanno fatto da amministratori locali, il centrodestra, e attraverso le dinamiche che lo statuto prevede, costruiscano un’alternativa».
Anche il sindaco Moscherini ha ribattuto alle loro critiche, indicandoli come ‘‘fannulloni’’ e “parrucconi della politica”, riprendendo quanto dichiarato più volte dal premier Berlusconi, e ribadendo poi di essere in possesso della tessera del Pdl. «Sarebbe interessante sapere il numero di quella di Sandro Scotti – ha spiegato – visto che mentre si erge a paladino del PdL continua ad essere capogruppo dell’Udeur».
Ad Alessio De Sio, invece, chiede ironicamente scusa «perchè – ha spiegato – quando lo nominai Assessore era coordinatore di Forza Italia, quindi lo avevo costretto alla stessa incompatibilità che ora cerca di affibbiare a Lollobrigida. Sarà per quello che, anziché coordinare il partito, appena seduto in Giunta cominciò a flirtare con l’opposizione, coordinando i suoi rapporti con Tidei». Quanto ad Aldo De Marco, ricordando di averlo prima nominato segretario dell’Authority poi amministratore unico della Port Mobility, «l’ho aiutato in tutti i modi – ha chiarito – senza nulla pretendere se non la correttezza nei confronti miei e della squadra. Ci dicano questi tre signori, che si ergono a paladini del PdL, i loro successi, i risultati ottenuti per il centrodestra a Civitavecchia». E sulle regionali ha aggiunto: «L’unica “debacle” l’hanno avuta i migliori amici di questi tre, cioè il Pd, perché nonostante non ci fosse la lista del Pdl, la Lista Polverini ha vinto con il 37,32% contro 21,83% dell’ex partito comunista che a Civitavecchia ha sempre avuto un baluardo, alleato peraltro con parte dei democristiani».

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