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"Meco", per i difensori non si è trattato di estorsione

CIVITAVECCHIA – «Siamo convinti che in Appello la nostra tesi difensiva troverà accoglimento anche perchè la Cassazione si è già pronunciata più volte in tale senso». Confermando di ricorrere in Appello, gli avvocati Giuseppe Di Chirico e Lorenzo Mereu tornano a commentare la sentenza di martedì scorso, con il proprio assistito Domenico Gabelli condannato a sette anni e mezzo di reclusione con l’accusa di estorsione. «Abbiamo utilizzato come difesa – hanno spiegato i due legali – anche le intercettazioni telefoniche proprio per dimostrare che Gabelli non ha agito per un suo interesse personale, ma per favorire soprattutto amici o parenti nel recupero dei rispettivi crediti. Per questo motivo abbiamo insistito nel definire i fatti come un esercizio arbitrario delle proprie ragioni, punibile a querela della persona offesa, e non come una estorsione».

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