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"Mercato, problema sollevato già diversi mesi fa"

Il consigliere dei Verdi Alessandro Manuedda spiega i motivi del ritardo nell'avvio dei lavori di restyling

Il consigliere dei Verdi Alessandro Manuedda spiega i motivi del ritardo nell'avvio dei lavori di restyling

CIVITAVECCHIA – “Per quanto riguarda il mercato, come per la Marina, il blocco dei lavori e i disagi per la cittadinanza, in particolare per i commercianti, sono causati dalla noncuranza delle norme e dal delirio di onnipotenza di Moscherini e della sua variopinta maggioranza”. Lo ha dichiarato il capogruppo in consiglio comunale dei Verdi, Alessandro Manuedda, ricordando come il 2 agosto scorso il Consiglio Comunale aveva respinto “in maniera sprezzante la mozione, presentata “solo” nove mesi prima – ha spiegato – con la quale avevamo proposto di sospendere l’avvio del cantiere per cercare di ripristinare la correttezza degli atti, evidenziando una lunga serie di irregolarità, tra le quali, ancora una volta, le modifiche progettuali non consentite dalla legge, la mancata convocazione di due conferenze di servizi, una delle quali a tutela soprattutto degli operatori del mercato, la mancata conformità al Piano Regolatore e, naturalmente, l’assenza dell’Autorizzazione Paesaggistica. Quindi, a proposito dei problemi con la Soprintendenza, la giunta del “Fare… Come ci pare” dovrebbe ringraziare, se non il sottoscritto, almeno tutti gli altri, politici e non, che hanno sollevato il problema in anticipo, evitando di iniziare i lavori del mercato in violazione di legge. Tuttavia, dato che anche nell’emergenza sembra che siano riusciti a imboccare la strada sbagliata, mi corre l’obbligo di precisare che la “terribile” domanda di Autorizzazione Paesaggistica deve essere presentata, ai sensi di legge, alla Regione e non alla Soprintendenza, che è tenuta solo ad esprimere il proprio parere vincolante e non al rilascio dell’autorizzazione”. Secondo Manuedda, dal punto di vista urbanistico, “il danno” sarebbe già fatto “con l’installazione dei box su piazza XXIV Maggio – ha aggiunto – e la progettazione su quella stessa area di un edificio sempre a fini mercatali, il tutto nonostante il Piano Regolatore preveda la destinazione a “verde pubblico, parcheggi e zone pedonali” in virtù della Variante 11, approvata dalla Regione nel 1978 e che, a quanto pare, attualmente non è reperibile negli uffici comunali, ma che, come tutti sanno, è pienamente vigente. La solita distrazione.  Ovviamente se ci saranno problemi, qualcuno sosterrà che gli attuali box su piazza XXIV maggio sono “temporanei” o si adotterà una variante per dire che la nuova costruzione progettata sarà un “edificio intercluso” o “di risulta” e la colpa sarà di chi ha evidenziato il problema e non di chi gestisce il denaro pubblico e influenza la vita delle persone considerando le leggi come degli intoppi burocratici. Mi guardo bene dal partecipare a dialoghi o a confronti su come aggirare le norme, incentrati sul falso concetto dato in pasto alla cittadinanza che ci siano problemi burocratici da risolvere. Ritengo ogni abuso urbanistico-edilizio, pubblico o privato, un atto violento contro la collettività, il furto di un diritto, una violazione della libertà altrui, con l’aggravante di essere sempre evitabile.
Quanto al paesaggio, mi schiero dalla parte di quei pericolosi esponenti del “partito del no” che hanno scritto volantini sovversivi come la nostra Costituzione: “Art. 9: La Repubblica Italiana tutela il paesaggio” oppure La Convezione Europea del Paesaggio, dove, tra le altre cose, si afferma che “il paesaggio rappresenta un elemento chiave del benessere individuale e sociale, e che la sua salvaguardia, la sua gestione e la sua pianificazione comportano diritti e responsabilità per ciascun individuo”. Per questi e per altri motivi, per i volumi abusivi in aree a vincolo paesaggistico la regola è la demolizione. Mi dispiace, ma la distrazione o la furbizia non sono previste tra i comportamenti accettabili. Sono convinto che coloro che inquinano la politica e le istituzioni con il disprezzo di queste e di altre norme, che comprano facili consensi tra cittadini, professionisti e costruttori con il messaggio che qualsiasi abuso edilizio o paesaggistico, pubblico o privato, si può sanare, siano persone che devono essere allontanate con urgenza dalla gestione della cosa pubblica. Che siano di centro-destra, di centro-sinistra, di sopra o di sotto, per quanto mi riguarda, è assolutamente irrilevante”.

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