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"Morra, una sentenza equilibrata"

Parlano i legali. Gli avvocati dell'ispettore di Polizia ricorreranno in Appello

Parlano i legali. Gli avvocati dell'ispettore di Polizia ricorreranno in Appello

CIVITAVECCHIA – «Una sentenza equilibrata». Questo il commento dell’avvocato di parte civile Luca Santini all’indomani della condanna di Paolo Morra a dieci anni di carcere e tre di struttura di cura psichiatrica per l’omicidio dell’ambulante senegalese Chiek Mory Diouf, avvenuto il 31 gennaio dello scorso anno. «Ovviamente – ha aggiunto – non possiamo dire di essere soddisfatti; ci troviamo di fronte ad una tragedia che neanche una sentenza del genere può riparare. Comunque pensiamo che la sentenza abbia interpretato in modo corretto i fatti così come sono avvenuti». L’avvocato Santini ha poi sottolineato come l’iter giudiziario sia stato seguito passo passo dalla comunità senegalese, presente l’altro giorno con una folta rappresentanza alla terza sezione della Corte d’Assise di Roma per assistere alla sentenza, «a dimostrazione – ha aggiunto – di come ci sia stato sempre un respiro comune ad accompagnare tutte le udienze».
Una presenza che invece è stata criticata dai legali dell’ispettore di Polizia, gli avvocati Fabio Federico e Maurizio Marino, i quali hanno parlato di una strumentalizzazione, ricordando invece come Morra abbia seguito sempre da solo il processo, «tenendo sempre – hanno aggiunto – un comportamento processuale ineccepibile e chiedendo più volte scusa alla famiglia di Diouf e all’intera comunità, dimostrandosi pronto anche ad un risarcimento danni più volte rifiutato. Ci eravano attenuti anche alle disposizioni della difesa, sia sulla cifra da pattuire che sulle modalità di versamento, acconsentendo a ricorrere agli assegni circolari invece che a quelli bancari. Ma poi, improvvisamente, la proposta è stata nuovamente rifiutata». Oggi l’avvocato della famiglia di Diouf ha chiesto 5 milioni di euro di risarcimento danni, con i giudici che però hanno disposto che l’esatto ammontare della cifra andrà stabilito in altra sede, definendo per ora l’immediata liquidazione di 500 mila euro. «Ricorreremo in Appello non appena verrà depositata la sentenza – hanno aggiunto gli avvocati Federico e Marino – per ribadire come, per noi, non si sia trattato di omicidio volontario: Diouf è stato colpito alla gamba, immediatamente soccorso da Morra che ha chiamato il 113 e l’ambulanza. Dentro di lui pensava di intervenire per evitare qualcosa di peggiore: in quella circostanza ha proceduto secondo l’articolo 55 del Codice di Procedura Penale, per impedire la consumazione di un altro reato. Non voleva certo uccidere».

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