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"Moscherini-Tidei", scintille tra il Sindaco e l’Udc

Il dualismo condannato dal presidente dello scudo crociato Pietro Messina ha fatto infuriare il primo cittadino. L’avvocato appoggia l’ipotesi di una sinergia tra Comune e Autorità portuale. L’ira del capo dell’amministrazione: «Una pantomima che fa seguito alla mancata elezione di suo figlio nel collegio dei Revisori dei Conti» 

Il dualismo condannato dal presidente dello scudo crociato Pietro Messina ha fatto infuriare il primo cittadino. L’avvocato appoggia l’ipotesi di una sinergia tra Comune e Autorità portuale. L’ira del capo dell’amministrazione: «Una pantomima che fa seguito alla mancata elezione di suo figlio nel collegio dei Revisori dei Conti» 

MESSINACIVITAVECCHIA – Pietro Messina definisce «di drammatica attualità» la necessità di superare la tenaglia Tidei-Moscherini-Moscherini-Tidei: «È infatti, di questi giorni l’ennesima polemica scaturita dalla proposta di una partecipazione dell’Autorità Portuale alle società pubbliche costituite dal Comune di Civitavecchia- dichiara – che ha provocato il ritorno del fuoco incrociato tra i due antagonisti, con la variante che al centro della “tenaglia” stavolta si è trovato lo stesso presidente Ciani, che, a quanto pare, in altra sede non aveva espresso contrarietà preconcette alla ipotesi di una sinergia con il Comune, salvo un più meditato approfondimento della questione, nell’interesse innanzitutto dei cittadini, quindi alla ricerca del tanto invocato “bene comune”». Il membro del Cda della Holding ‘‘Civitavecchia Infrastrutture’’ parla ancora di opposizione preconcetta «poiché lo stesso Onorevole – spiega Messina – per dimostrare che “il matrimonio non s’ha da fare”, usa argomenti che dimostrano esattamente il contrario: è lui stesso, infatti, che ricorda come da Sindaco più volte avesse rivolto ai dirigenti del porto inviti alla collaborazione su vari punti di interesse comune, sempre e comunque a beneficio della città». Invita infine Ciani a liberarsi dalla morsa della “tenaglia”, aiutando la città a liberarsi del dualismo Tidei-Moscherini che definisce «deleterio e degradante». A Moscherini la prima parte dell’intervento, quella in cui Messina benedice la sinergia città-porto, ovviamente non interessa e preferisce replicare all’avvocato col coltello tra i denti per via del fendente subito, rappresentato dal parallelismo Tidei-Moscherini, che il primo cittadino proprio non digerisce. ««Dispiace dover assistere alla pantomima da prima Repubblica architettata dall’avvocato Messina nei miei confronti – dichiara – guarda caso cinque minuti dopo che suo figlio non ha raggiunto i voti sufficienti in consiglio comunale per entrare a far parte del collegio dei Revisori dei Conti. Rilevo con altrettanto stupore, il fatto che suo figlio abbia raggranellato 6 voti – prosegue – chiaramente ricevuti dall’opposizione. Ritengo, inoltre, inaccettabile essere definito “deleterio e degradante”. Ricordo a Messina – aggiunge il Sindaco – che egli è presidente dell’Udc. Quindi ci chiarisca se il comunicato stampa è soltanto frutto dell’ira per la mancata elezione di suo figlio oppure la posizione ufficiale del partito». Per Moscherini la maggioranza non condivide la politica dei due forni e invita Messina a comunicare la posizione dell’Udc che «se fosse quella rappresentata nella nota – conclude – ritengo dovrebbe comunicarmi subito l’uscita dalla maggioranza e le dimissione dal cda di una delle Holding, se si sente a disagio».

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