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"Non vogliamo si ripeta quanto accaduto per le Fs"

CIVITAVECCHIA – «Non vogliamo che la parola privatizzazione sia sinonimo di smantellamento, come accaduto nel caso della Ferrovie dello Stato».
L’allarme lo lancia la segretaria della Filt Cgil Luciana Ceppolino, all’indomani dello sciopero dei lavoratori della Tirrenia contro le modalità di privatizzazione attualmente in atto.
Anche a Civitavecchia la partecipazione è stata alta: non si sono potute fermare le corse per Olbia e Cagliari, perchè ritenute servizi essenziali minimi durante gli scioperi, «ma virtualmente – ha aggiunto – hanno aderito tutti. Abbiamo fermato però la nave traghetto che effettua la cosiddetta corsa bis». Insomma uno sciopero riuscito quello organizzato a livello nazionale da Cgil, Cisl e Uil di categoria che chiedono garanzie occupazionali per tutti, considerati i 250 esuberi paventati dall’azienda qualche tempo fa, la salvaguardia dei diritti acquisiti, il mantenimento del livello dei servizi da e per le isole e il confrotno sul piano industriale, in vista dell’incontro convocato dal ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, per il 16 giugno e delle scadenze imminenti del processo di privatizzazione. «Questo è uno sciopero contro il Governo – ha concluso Ceppolino – ma non significa che salviamo la Tirrenia dalle nostre critiche e scevra da ogni colpa, soprattutto nei confrotni dell’utenza».

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