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"Nulla di illegittimo, la competenza sulla variante 29 è della Regione"

L'assessore Nunzi documenti alla mano ha replicato alle dichiarazioni della Provincia di Roma.

L'assessore Nunzi documenti alla mano ha replicato alle dichiarazioni della Provincia di Roma.

di MATTEO MARINARO

CIVITAVECCHIA – “Ma quale illegittima e illegale. La Provincia di Roma si è espressa su un qualcosa sulla quale non era stata tirata in ballo. C’è di mezzo la politica, ecco la verità.Confermiamo, dagli incontri che abbiamo fatto con la Regione Lazio, che la competenza sulle modifiche alla variante 29 è esclusivamente regionale: da quando è entrata in vigore questa normativa già 3 comuni hanno sollevato un problema di conflitto di competenze per lo stesso motivo del comune di Civitavecchia”. Così questa mattina l’assessore all’urbanistica Mauro Nunzi ha replicato alla nota inviata da Palazzo Valentini in cui il direttore del Dipartimento VI “Governo del territorio”, dottor Luigi Fasolino e i dirigenti di Palazzo Valentini precisavano che “l’intera procedura in esame presenta palesi illegittimità per contrasto con la vigente normativa regionale”.

 

Di seguito l’intervento integrale dell’assessore Mauro Nunzi.

 

“Sono qui per esprimere il mio giudizio personale su quanto è stato scritto dai giornali circa la cosiddetta variante 29 e quanto sostenuto dalla Provincia. Non è che nutro sconcerto per i contenuti quanto nel modo in cui si è arrivati a questo punto. Perché tenete presente che qualsiasi giudizio o osservazione fatta dalla Provincia di Roma anche in modo ufficiale scaturisce sicuramente da un qualcosa che non è un atto formale dell’amministrazione perché l’atto deliberativo con cui è stata adottata la variante e la variante stessa non è mai stata depositata e pubblicata in segreteria e non sono state contro dotte le osservazioni perché ci sono i termini di legge e non è mai stata trasmessa alla provincia o formalmente o all’organo competente, qualora venga ritenuto che la Provincia sia l’organo competente.
Come ribadito più volte noi riteniamo che la Provincia non sia l’organo competente ma la regione Lazio.
Noi per scrupolo, tenuto conto che questa variante ha praticamente impegnato il personale del servizio urbanistico per 17/18 mesi di lavoro (iniziati ottobre 2008 e conclusa con l’atto deliberativo il 20 maggio pur avendola completata i primi di febbraio). La provincia di Roma in data 15 febbraio ha mandato una comunicazione a tutti i comuni del Lazio avvisandoli che, e questo era già noto a tutti, con la pubblicazione sul Burl del Lazio del Ptpg le competenze in materia urbanistica passavano alla Provincia.
In questa nota pervenuta al Pincio il giorno 15 febbraio e datata il 10 febbraio si evidenziava che praticamente entro la prima decade di marzo sarebbe stato pubblicato il Ptpg sul Burl e quindi il giorno successivo entrava in vigore la nuova normativa. Pubblicazione avvenuta il giorno 6 marzo. In quella nota la Provincia sollecitava anche i comuni in merito al fatto che, qualora ci fossero state delle varianti generali o delle modifiche, o nuovi Prg in ballo andavano adottati in fretta entro quella data perché dopo sarebbe entrata in vigore la nuova normativa.
È evidente che questo nota serviva per dare conoscenza e per rendere dotti i comuni di quella che era una iniziativa in atti, e noi questi 21 giorni sono sembrati da subito pochi perché non credo che esista una amministrazione comunale in grado di adottare, pur se è tutto pronto, una variante al Prg o un nuovo Prg. Abbiamo osservato che sarebbe stato più giusto procrastinare la pubblicazione sul Burl oppure, tenuto conto che era nel loro potere, oppure prevedere nelle norme transitorie un tempo di 60 o 90 giorni in cui i comuni avrebbero potuto ultimare eventuali procedure già avviate e concretamente concluse.
Questo noi lo abbiamo fatto per lealtà per eccesso di zelo, evidenziando che la nostra iniziativa non era una nuova variante al Prg, ma riguardava esclusivamente modifiche e integrazioni ad una variante adottata nel ’98 e che pertanto noi ritenevamo, come lo riteniamo tutt’ora, che le procedure applicabili adottate anche in consiglio comunale il 20 maggio, siano quelle previste dall’articolo 66 comma 1 della legge 38 che mantiene la competenza alla Regione Lazio. Tenuto per altro conto che, noi abbiamo evidenziato, che questa variante riguardava prevalentemente, l’attuazione del Piano Casa (legge 21 del 2009) ed il Peep.
La Provincia di Roma con una sua nota datata 13 aprile a firma del dirigente ci ha scritto che condividevano quanto da noi sostenuto. Anche loro evidenziavano la piena riconducibilità.
La legge 21 o piano casa dice che le disposizioni si applicano esclusivamente alla varianti generali o al prg adottati dopo la pubblicazione della presente legge. Noi non possiamo applicare il piano casa su aree di qualcuno che già sono edificabili. Perché il piano casa prevede che il 20% delle volumetrie deve essere ceduto al comune gratuitamente.
Questo che dico io è completamente riconducibile ad un’altra fattispecie rispetto a ciò che dicono gli architetti. Il Piano casa si applica esclusivamente alle nuove aree previste da una variante al prg o un nuovo prg.
La variante 29 adottata dal consiglio comunale è una variante generale al prg. E nelle osservazioni al Ptpg che il comune di Civitavecchia a fatto alla Provincia di Roma,questa variante è stata totalmente recepita. E nella nota di recepimento si cita totalmente variante generale al Prg adottata. Noi abbiamo modificato una variante generale.
Non è la nostra una variante generale, lo era la variante 29. E la variante 29 catalogata come variante generale non è altro che un Peep 1997-2006. Oggi noi abbiamo modificato e integrato quella che è una variante generale per fare il Peep 2009-2018. Abbiamo fatto la stessa cosa. Noi non abbiamo fatto altro che modificare la variante generale. Aver osservato da parte della Provincia un qualcosa che noi non abbiamo dato, sicuramente qualcun altro l’ha dato significa essere. Noi non abbiamo mai. È sicuramente iniziativa politica. Vogliamo dire che noi confermiamo, dagli incontri che abbiamo fatto con la regione, la competenza è esclusivamente regionale: perché da quando è entrata in vigore questa normativa già 3 comuni hanno sollevato un problema di conflitto di competenze per lo stesso motivo del comune di Civitavecchia.
Tenete presente che già la regione è orientata a modificare la legge 38 e a procrastinare l’entrata in vigore della delega. Noi continuiamo a sostenere che è una variante ad una precedente variantee quindi si applica l’articolo 66.
Altro che illegale ed illegittimo quindi. Noi non abbiamo fatto nulla di illegale ed illegittimo. Perché chiaramente l’amministrazione comunale ritenendo di invocare l’articolo 66 comma 1 per una modifica a variante generale di prg ha ritenuto di seguire quella strada sulla base di un loro indirizzo che confermava la nostra procedura come esatta.
La Provincia è entrata nel merito di un atto deliberativo sul quale non doveva intervenire. Ma non sarebbe stato più logico, visto e considerato che nella nota invocavano verso il Pincio uno spirito di collaborazione. Noi manteniamo il punto che vi abbiamo detto per quanto riguarda il Peep ed il Piano Casa. E’ evidente che in sede di esame fossero emerse aree che non erano parte del Peep o del Piano Casa ci avessero chiesto di stralciarle. A questo punto avrebbero mantenuto quello che hanno detto la prima volta e rispettato quello che è la legge.
Che a noi ci torna totalmente indietro dicendo che sono applicabili esclusivamente le varianti puntuali: ma scusate il Peep che è una variante al prg puntuale? Un esempio. Il Comune di Roma nell’ultimo Peep ha localizzato 16milioni di metri cubi e di varianti puntuali ne contiene circa 150. IL Peep non è altro che una procedura prevista dall’articolo 3 della legge 179 in variante al prg ed è di competenza della Regione Lazio, non della Provincia. Forse noi abbiamo ecceduto di zelo dando rispondendo alla nota provinciale e dicendogli quello che noi stavamo facendo. Noi a questa lettera non rispondiamo, andiamo dritti per la nostra strada e depositeremo le nostre “modifiche alla variante 29” presso la Regione Lazio. Quest’ultima a termini di legge osserverà, contro-dedurrà ci chiederà ciò che vuole e la Provincia di Roma se non sarà contenta farà ricorso al Tar o al Consiglio di Stato. Noi seguiamo la procedura prevista dalla legge. Fermo restando che non è detto che fra 1 mese o due mesi questa delega la Provincia magari non l’avrà più. Esiste già una proposta di procrastinare questa entrata in vigore anche di questa norma transitoria.
Il problema non l’abbiamo solo noi ma anche di altri comuni del Lazio.
Oggi questa nuova normativa entrata in vigore il giorno 7 marzo. La Provincia non ha mai avuto esperienze in materia urbanistica, e tra breve inizieranno ad esaminare queste procedure urbanistiche. Non mi pare di aver visto che esistono delle grosse cime. Forse è meglio che facciano esperienza e nella fase transitoria dei 2 anni continuino a mantenere in vigore la doppia possibilità come previsto dalla legge in modo tale che soltanto fra 2 anni si troveranno dinnanzi a simili provvedimenti.
Dopo questa corrispondenza e dopo aver sollevato un problema così grosso sembra fatto apposta, come a dire oggi ci sono io e si fa come dico io.
Voglio fare un appello a tutte le forze politiche che hanno buona volontà. Noi con la variante adottata non abbiamo fatto niente di strano: abbiamo soltanto tentato in un settore di alimentare un sogno che è quello di produrre lavoro, occupazione e interesse economico. Se poi non si può neanche sognare in questa città allora diventa tutto inutile. Vuol dire che non si può fare niente di niente e tutto è demagogia.
E poi la verità è anche un’altra. Non è fondamentale che quella variante venga adottata dalla Regione Lazio o dalla Provincia di Roma. I quattro Piani di Zona localizzati in questa variante li facciamo ugualmente, perché i pz ai sensi della legge 179 possono essere adottati come varianti puntuali al prg e quindi di competenza esclusiva della Regione Lazio.I Programmi Integrati ai sensi della legge regionale 22 sono di competenza della Regione e tutto questo fino a 2 anni dopo l’entrata in vigore e la pubblicazione del piano paesistico.
Quindi per noi variante o meno approvata non cambia nulla.
Si è parlato tanto della mancanza di un piano per far fronte all’emergenza abitativa, del Piano Casa: siamo stati i primi del Lazio ad adottare il Piano casa e non siamo ricorsi come ha fatto il Comune di Roma alla densificazione dei piani di zona e lo potevamo fare, è previsto. Potevamo densificare San Gordiano, Campo dell’Oro, Cisterna Faro, Bandita delle Mortelle, San Liborio e regolarizzare in ogni momento le cosidette “casette di legno” perché lo dice la legge regionale 22. A San Liborio esiste una possibilità implementativa di circa 13.000 metri cubi e le casette sono solo 5mila metri cubi. Si potrebbero fare addirittura 2 grattacieli, non siamo degli ingenui. Ma abbiamo scelto di non farlo e di applicare quello che la regione ha indicato nel Piano Casa: nell’edilizia popolare andare a localizzare gli interventi in zone senza creare ghetti, ma inserire edilizia residenziale pubblica insieme a quella privata. Abbiamo precorso i tempi.
Allora mi domando: dobbiamo rispondere all’emergenza casa? Li dobbiamo fare gli alloggi popolari o no?
Noi porteremo in consiglio comunale 3 Piani di Zona, nei quali localizzeremo tutte le cooperative e finanziarie ai sensi della legge 179, localizzeremo delle zone di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata da destinare all’Ater di Civitavecchia, realizzeremo interventi già finanziati dal Comune di Civitavecchia (uno da 16 alloggi e uno da 30 alloggi). Sarà nostra premura continuare sulla strada già tracciata, pubblicare la delibera con l’atto, far osservare a chiunque voglia nei 30 giorni previsti la variante, andremo in consiglio comunale, contro-dedurre, attuare e far redigere la VAS (valutazione ambientale strategica come dice la legge non c’è bisogno che la Provincia ce lo suggerisca) trasmetterla alla Regione. In quella sede la Provincia dirà ciò che gli pare non sarà un problema nostro se la vedranno loro. A noi sembra una presa in giro il fatto che la Provincia dica che questa variante possa essere inserita nell’adeguamento del Prg al Ptpg. È una presa in giro. L’adeguamento al Prg ad un nuovo piano territoriale è l’adeguamento dell’esistente, non l’inserimento artificioso di nuove varianti. Io non mi prendo in giro da solo e non mi ci faccio prendere”.

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