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"Ora attendiamo giustizia"

Il messaggio di dolore della comunità senegalese

Il messaggio di dolore della comunità senegalese

La comunità senegalese di Civitavecchia esprime tutto il suo dolore per la tragica morte di CHEIKH MORY DIOUF, uomo di quarantadue anni onesto, venuto in Italia da più di venti anni per poter lavorare e sostenere una famiglia di sette figli e noto in città per non aver mai avuto problemi con la legge italiana, ma per averla sempre rispettata, come è dovere di ciascun cittadino residente in questo Paese tanto bello e civile. Il suo omicidio ci ha lasciati sgomenti, feriti, smarriti. In qualcuno di noi è montata la rabbia, molti di noi hanno sentito sulla pelle la violenza tante altre volte subita dello sguardo e dei gesti razzisti, ma subito abbiamo ritrovato la giusta lettura del gravissimo episodio. Si tratta di un omicidio messo in essere con un’arma estremamente letale, un’arma che nessun cittadino dovrebbe avere nella propria disponibilità, perché capace di uccidere con estrema facilità. Si tratta di un omicidio messo in essere da una singola persona e non dalla comunità di Civitavecchia, dove ci sentiamo integrati e onorati di lavorare e di portare la ricchezza della nostra cultura, tanto diversa da quella italiana, FIORIma proprio per questo capace d’arricchirla in uno scambio ispirato al rispetto reciproco. Ecco, noi vogliamo rispetto. È stato ucciso un padre di famiglia. Ora la Polizia di Stato e la Procura della Repubblica di Civitavecchia stanno svolgendo le necessarie indagini. La comunità senegalese ha piena fiducia nell’operato di chi indaga. Siamo certi che il colpevole verrà perseguito e punito secondo il codice penale italiano per giungere, infine, a una sentenza che, se non potrà mai ridarci quella splendida persona che era CHEIKH MORY DIOUF, certamente potrà rendere Giustizia alla sua memoria.

>Per la Comunità Senegalese di Civitavecchia

>Ibra Seck e Babacar Dioum

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