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"Porto e logistica per rilanciare la città"

CIVITAVECCHIA – “Serve ripensare seriamente la politica economica non solo di Civitavecchia, ma dell’intero Alto Lazio, soprattutto in riferimento alle questioni energetiche e alla presenza di Enel. E’ necessaria una vera e propria “exit strategy” che programmi e attui, da qui ai prossimi 10 anni, una riconversione dell’economia dell’intero comprensorio”. A suggerire la proposta è il coordinatore politico di Freedom Fabiana Attig che invita tutti i soggetti legati allo sviluppo a sedersi attorno ad un tavolo e in particolare il Comune ad essere soggetto attivo di un nuovo percorso virtuoso che inserisca, in testa all’agenda del suo programma, la priorità del futuro di Civitavecchia. “Occorre quindi convocare una conferenza permanente alla quale partecipino il Governo nazionale, la Regione Lazio, la Provincia e le istituzioni tutte, dall’Autorità Portuale alle Ferrovie – ha aggiunto Attig – ed insieme a questi “attori” dare il via alla uscita dalla monocultura Enel, intesa pure come Tirreno Power”. Il coordinatore politico di Freedom ha sottolineato la necessità di riconvertire la nostra economia partendo da una analisi approfondita degli ambiti che potrebbero dare impulso e occupazione: quello portuale e quello della logistica. “Civitavecchia – ha aggiunto – deve essere individuata come “hub” di snodi infrastrutturali e di collegamento che la proiettino veramente in una dimensione europea, e non più solamente regionale o nazionale”.

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