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"RmF, i lavori vanno avanti"

Lo assicura il manager della Asl Salvatore Squarcione che spiega quali sono le scelte dell'azienda per fare fronte alle difficoltà e garantire le risposte necessarie per i cittadini

Lo assicura il manager della Asl Salvatore Squarcione che spiega quali sono le scelte dell'azienda per fare fronte alle difficoltà e garantire le risposte necessarie per i cittadini

CIVITAVECCHIA – “I lavori vanno avanti con la possibilità economica che esiste”. Lo ha assicurato il direttore generale della Asl RmF Salvatore Squarcione, a margine della conferenza dei sindaci che si è tenuta ieri all’aula Pucci nel corso della quale è stato tracciato un quadro, piuttosto critico, della Asl RmF, a seguito dei tagli inseriti nel piano di rientro della Regione Lazio. “Non c’è nessun allarme chiusura per il San Paolo – ha spiegato – e non cambia nulla rispetto a quella che è la programmazione dei lavori”. Certo, le difficoltà ci sono, è indubbio, soprattutto dal punto di vista economico. D’altronde anche un mese e mezzo fa lo stesso manager della RmF aveva lanciato un appello al Comune affinché sollecitasse la Pisano a sbloccare l’erogazione di fondi già promessi. “Lo ha ricordato anche il sindaco di Civitella San Paolo e referente sanitario per il distretto F4 – ha aggiunto Squarcione – la Regione aveva stanziato già circa 13 milioni di euro per il San Paolo di Civitavecchia ed altri 4 milioni per Capena. Ci auguriamo che vengano sbloccati in fretta”. Sarebbe davvero una boccata d’ossigeno per il San Paolo e per la conclusione dei lavori, già comunque a buon punto. Da cronoprogramma attuale, infatti, il nuovo pronto soccorso potrebbe essere inaugurato ad inizio novembre. La farmacia è pressoché terminata, la rianimazione è a buon punto. Ci si chiede cosa accadrà per l’ala che si sta realizzando ex novo, al primo piano, e che dovrebbe ospitare il reparto di oncologia; nel piano di rientro, infatti, Civitavecchia è considerato un presidio di prossimità per “procedure routinarie e infusione di chemioterapici”. “in tutto questo il blocco del turn over ci penalizza molto – ha aggiunto il direttore generale – sia dal punto di vista sanitario che amministrativo. Mentre attendiamo le risposte dalla Regione per l’assunzione di quei 50 infermieri vincitori di concorso nel 2007, ci stiamo assumendo grandi responsabilità, ricorrendo all’impiego di medici sumaisti a 176 ore e impiegando professionisti a contratto a termine per sopperire al mantenimento Lea e livelli di assistenza per le emergenze. Siamo convinti che il risparmio non si fa con i tagli a tutti i costi; l’ottica finanziaria deve essere diversa dall’atteggiamento ragionieristico-contabile che noi, come RmF, stiamo combattendo da tempo”.

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