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"Siamo la Asl peggio trattata d'Italia

L'intervento del direttore generale della Asl RmF Salvatore Squarcione durante il convegno organizzato dal Pd sulla sanità

L'intervento del direttore generale della Asl RmF Salvatore Squarcione durante il convegno organizzato dal Pd sulla sanità

CIVITAVECCHIA – La sanità e le sue prospettive sul territorio”. Questo il tema sul quale si è dibattuto ieri pomeriggio presso la sede del Pd di via papa Giulio II. Relatori del convegno il direttore generale della Asl Roma F Salvatore Squarcione, il senatore e presidente del circolo Pd Giovanni Ranalli e la coordinatrice del circolo Roberta Galletta. Durante il suo intervento il nuovo manager della Asl Squarcione ha ricordato più volte quanto previsto dall’articolo 32 della costituzione, ovvero il diritto alla salute, fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività. “Civitavecchia è una realtà molto complessa – ha aggiunto Squarcione – e il mio lavoro in questa azienda sanitaria è di rendere un servizio migliore ai cittadini. Il segreto per una soddisfacente erogazione dei servizi ai pazienti è semplice: l’azienda non va vissuta come un fatto personale, ma va resa fruibile”. Per Squarcione una realtà come Civitavecchia, con il porto in continua crescita, i grandi cantieri come Enel ed altri che verranno e l’enorme mole di passeggeri che sbarcano ogni giorno, necessita di un ‘’piano di sicurezza cittadino’’, di un ammodernamento generale del sistema sanitario particolare. “Ma per farlo – ha aggiunto Squarcione – è necessario l’impegno di tutti i soggetti, sia istituzionali ma soprattutto politici. La politica non può stare fuori dalla sanità, perché proprio coloro che vengono eletti sono in grado di fare programmazione e distribuire risorse finanziarie”. Squarcione nel suo excursus si è infine “sfogato” per la drammatica situazione finanziaria regionale. “La Regione Lazio – ha proseguito il numero uno della Asl Roma F – è la peggio trattata d’Italia in termini economici. Non riesco a capire il perché, ma è ovvio che si tratta di una questione politica. Come e dove allocare le risorse. Questo il quesito che da direttore mi pongo in continuo”. Il dibattito si è infine spostato sul nosocomio cittadino, il San Paolo, ospedale che in questi ultimi anni è cresciuto tanto qualitativamente, anche grazie, come hanno ricordato i presenti, al grande lavoro svolto da Marco Biagini, ex direttore generale prematuramente scomparso qualche mese fa.
“Il nostro ospedale – ha commentato Squarcione – può vantare professionisti importanti spesso costretti a lavorare “sacrificati” perché non c’è una visione complessiva dell’azienda sanitaria locale. L’ospedale di Bracciano ad esempio è stato “massacrato” in questi anni e ora su quella struttura non c’è un progetto ben definito. È necessario ragionare in termini interospedalieri, rivedendo i servizi di guardie interdivisionali di tipo chirurgico per cercare di erogare i migliori servizi possibili al cittadino”. Non è mancato naturalmente “un passaggio” sul Pronto Soccorso del San Paolo, da sempre superaffollato nonostante l’abnegazione quotidiana di chi ci lavora. “Servono nuovi protocolli per il pronto soccorso – ha concluso Squarcione – perché gran parte degli arrivi sono “impropri”. Alcune prestazione potrebbero e andrebbero fatte in altro modo. A volte la medicalizzazione e la sanitarizzazione del cittadino sono un fatto negativo. Piccoli interventi possono essere esplicati in modo meno costoso e più rapido. Nonostante tutti questi problemi, oltre ai tanti reparti che sono un fiore all’occhiello della nostra sanità, abbiamo ad esempio una Sert (visti gli enormi problemi di tossicodipendenza cittadini) che è tra i migliori d’Italia”. Per quando riguarda la comunicazione sanitaria presto sarà online un nuovo portale dell’azienda locale interattivo e teso all’informatizzazione dei servizi.
Sul tema ha poi preso la parola l’onorevole Pietro Tidei, che durante il suo intervento ha ribadito (in vista delle prossime elezioni regionali) la necessità della “rizonizzazione della Asl” , dalla quale andrebbe esclusa la zona della Tiberina perché “i pazienti che spesso si sentono anche abbandonati si rivolgono già da tempo presso il Sant’Andrea e al San Pietro”. “Vista la mole di passeggeri del porto – ha aggiunto l’onorevole – ho già fatto presente anche al presidente dell’Authority Ciani che sarà necessario realizzare in project financing una nuova struttura ospedaliera più attenta alle utenze del porto che andrebbe ad integrarsi con l’ospedale San Paolo”. Più tecnico l’intervento del consigliere (nonché medico) Mauro Guerrini che ha portato all’attenzione dei presenti le problematiche relative ai posti letto (1 ogni 1000 abitanti nella Asl Roma F) invocando la necessità di imparare a gestire in modo “più performante” le strutture sanitarie presenti sul territorio. “Vorremo ad esempio un pronto soccorso congruo – ha aggiunto Guerrini – nel nostro ospedale ci sono dei reparti che rappresentano delle eccellenze sul territorio, ma corsie di sanità basilari come i reparti di medicina che vivono in condizioni da terzo mondo. Non è accettabile, come non è accettabile avere dei deboli strumenti di diagnostica per immagini in un territorio che a breve si troverà faccia a faccia con “il mostro Tvn” che brucerà 200.000 tonnellate di carbone al giorno. Speriamo di poter contare a partire dal 2010 sula nuova risonanza magnetica nucleare per la quale abbiamo lottato tanto ”.

Mat. Mar.

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