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"Su Acea il Sindaco dica la verità"

Il consigliere del Pd Marietta Tidei invita Moscherini a rendere noti i contorni della proposta della società sul tema idrico

Il consigliere del Pd Marietta Tidei invita Moscherini a rendere noti i contorni della proposta della società sul tema idrico

CIVITAVECCHIA – “Sul passaggio in Acea Ato 2 Moscherini deve dire la verità, non può continuare a nascondere alla città i contenuti della proposta della società e la volontà dell’Amministrazione a compiere questo passaggio”. Lo chiede a gran voce il consigliere del Pd marietta Tidei, all’indomani della notizia, ancora non confermata in via ufficiale da Palazzo del Pincio, dell’incontro tra il sindaco moscherini e i vertici dell’Acea per delineare i contenuti dell’accordo. “Personalmente – ha spiegato Tidei – nel 2006 ero favorevole all’entrata in Ato2 perché mi convincevano la proposta sugli investimenti sulla rete idrica (23 milioni di euro), le garanzie per i lavoratori, la politica tariffaria che Acea avrebbe praticato e soprattutto il progetto di modernizzazione e di efficientamento dell’intero sistema, penso ad esempio alla sostituzione di tutti i contatori. Dopo 4 anni di affermazioni di principio e di smentite, di mugugni, di liti in maggioranza e di riunioni segrete, la città non conosce ancora quali siano i contenuti precisi di questo accordo e che cosa dovranno aspettarsi nei prossimi anni. Un Sindaco vero e responsabile avrebbe reso pubblica l’offerta di Acea, dovrebbe chiarire ad esempio quanti soldi la società è disposta ad investire sulla rete idrica, che garanzie ci saranno sulle tariffe, sull’occupazione, quali servizi Acea avrebbe preso in carico (la depurazione ad esempio a chi andrà?). Su numeri e proposte concrete e trasparenti si sarebbe potuto aprire un confronto. Ad oggi invece Moscherini lavora in gran segreto come se si trattasse della sua azienda personale e non del sistema idrico della città. Un Sindaco vero ammetterebbe che in questi anni il sistema è continuato ad andare a fondo con perdite enormi, nessun investimento sulla rete, disservizi degni di un paese africano, evasione alle stelle e con il Comune che non invia le bollette da più di tre anni. In questi quattro anni avrebbe potuto adoperarsi per rendere il sistema più efficiente ma evidente oggi è più comodo andare da un privato, chiunque esso sia e dirgli: pensaci tu e fai pure come ti pare. Dall’uomo che doveva venire a salvare la città non ci si poteva aspettare di meglio”.

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